Posti di lavoro per esterni e «comandati» (cioè i dipendenti trasferiti da altre amministrazioni pubbliche), contratti per i candidati che non hanno vinto il concorso del 2009 ma sono in graduatoria, soldi ai gruppi politici più alti del tetto previsto, convenzioni poco trasparenti con la cooperativa 29 giugno. È un minestrone di delibere e spese, quello che il Consiglio regionale del Lazio ha cucinato negli ultimi due anni. Dopo le proteste, le accuse e le inchieste che hanno travolto la legislatura Polverini, alla Pisana tornano in primo piano fondi pubblici e contratti. L’ufficio di presidenza, guidato da Daniele Leodori (Pd), ha approvato una deliberazione che mette nero su bianco la «programmazione triennale del fabbisogno di personale del Consiglio regionale del Lazio per gli anni 2015, 2016 e 2017». In altre parole, la Pisana ridisegna la mappa dei suoi uffici e dei suoi dipendenti per il futuro. Ebbene, benché negli ultimi anni i consiglieri regionali siano diminuiti da 70 a 50 e le Commissioni siano passate da 18 a 8, le esigenze di personale resteranno le stesse del 2009. Mistero. L’ufficio di presidenza chiarisce che il piano «recepisce integralmente i fabbisogni di quello precedente» e assicura: «Sarà attuato anno per anno». I numeri sono illuminanti. I dipendenti del Consiglio regionale sono 413. Ne servono, secondo l’ufficio di presidenza, altri 197. Sono, infatti, 610 i posti previsti nella dotazione organica, divisi in questo modo: 6 di categoria A, 149 B, 203 C e ben 252 D, i funzionari con lo stipendio più alto. I nuovi contratti dovranno essere 6 di categoria A, 83 B, 67 di fascia C e 41 D. E come verranno scelti questi 197 nuovi dipendenti? L’allegato A alla deliberazione firmata lo scorso 24 marzo spiega: «Per la copertura dei posti vacanti nella dotazione organica verrà privilegiato (...) VUOI CONTINUARE A LEGGERE? CLICCA QUI
Contratti e soldi ai partiti. Spunta pure Buzzi
Regione Lazio Ecco le delibere del Consiglio che ridisegnano la pianta organica
