Politica

Bagarre in Aula tra Di Battista e Boldrini: "Solo ipocrisia"

All'ordine del giorno l'introduzione di una giornata della memoria per le vittime dell'immigrazione. Salvini: "La presidente della Camera vada in Libia"

Di Battista contro tutti. Alla Camera è all'ordine del giorno l'instituzione di una giornata da dedicare alle vittime del mare. A quegli extracomunitari che rischiano tutto per arrivare in Europa. Una "festa", un giorno della memoria che agli occhi dei pentastellati si trasforma in una ricorrenza ipocrita. E' il deputato Alessandro Di Battista a prendere parola tra il brusio diffuso nell'Aula. Pronuncia un intervento molto duro. Attacca tutti, partendo dalla presidente della Camera, Laura Boldrini: "Ma lei si affaccia qui a Montecitorio solo quando ci sono i minuti di raccoglimento per le tragedie o per l'istituzione delle giornate nazionali in memoria delle vittime dell'immigrazione? E' una vergogna". Pronta la risposta della Boldrini: "Lei sta facendo considerazioni riguardo la presidenza che non le competono. Non si può permettere qualsiasi libertà, deputato". Parole dure anche per gli esponenti di destra e di sinistra che, secondo Di Battista "mangiano sulle cooperative degli immigrati" e poi, aggiunge: "Eccoli, sono gli ipocriti del Parlamento. Voi approvate queste vergognose leggi per istituire la memoria per gli immigrati quando Alfano è ancora ministro dell'Interno e quando le cooperative di destra e di sinistra mangiano sugli immigrati, e nessuno fa trasparenza. E voi vi pulite la coscienza. E' una vergogna". La presidente della Camera "non è all'altezza" neanche per il leader leghisa Matteo Salvini. "I 400 morti nel Mediterraneo di ieri pesano sulle coscienze dei buoni" di coloro cioè che non si oppongono all'arrivo per mare dei clandestini. Boldrini - ha concluso Salvini - andasse a fare un salto in Libia, ci si fermasse per qualche mese. Poi parliamo di cos'è l'accoglienza vera". E mentre Maroni e Zaia dicono no all'accoglienza in Lombardia e Veneto, il presidente dell'Anci, Piero Fassino, chiede al governo di dare ai Comuni i fondi necessari per ospitare i profughi. Di che numeri stiamo parlando. Sono 10.000 gli immigrati soccorsi nel Canale di Sicilia e sbarcati in vari porti italiani negli ultimi quattro giorni, mentre continuano senza sosta gli arrivi. Il dato è stato fornito dalla Guardia costiera, a consuntivo delle operazioni di ieri, quando sono stati tratti in salvo 1.511 profughi in 12 diversi interventi coordinati dal Centro nazionale di soccorso di Roma. Si aggiungono agli 8.480 salvati a partire da sabato per un totale che supera le 10.000 persone conteggiando anche quelle giunte oggi. Nel pomeriggio a Taranto sono giunti 342 profughi con una nave dell'operazione "Triton", la petroliera greca "Rizopon", con 82 immigrati si è diretta in Sardegna, a Cagliari, e un'altra petroliera ha condotto a Corigliano, in Calabria, 110 profughi, tra i quali 14 donne. Ma è la Sicilia a sopportare il flusso più intenso. A Palermo stamattina sono approdati tre mercantili, che hanno trasportato, rispettivamente, 102 somali, comprese 21 donne, delle quali 4 incinte, 95 e 88 subsahariani. All'alba a Messina si è ormeggiato un mercantile per sbarcare 236 profughi, mentre a Catania è giunto il rimorchiatore italiano "Asso 21" carico di immigrati salvati su un barcone al largo delle coste della Libia. Al termine del trasbordo, i trafficanti libici si sono affiancati con un piccolo scafo e hanno sparato in aria a scopo intimidatorio, per poi riprendere il barcone ormai vuoto e rimorchiarlo verso terra. La Procura distrettuale di Catania ha aperto un'inchiesta sull'episodio. Sul posto era intervenuta una nave della Marina militare italiana che si è limitata a monitorare il tragitto della motovedetta libica.

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