C aro Direttore, l e banche stanno sicuramente valuta ndo, nell'ambito delle loro specifiche strategie, le novità in tema di contratti di lavoro, ma qualsiasi riflessione parte da una constatazione: trasformare contratti di lavoro per loro natura da temporanei a contratti a tempo indeterminato (a tutele crescenti), accresce il merito creditizio di chi vuol domandare un mutuo. Le norme di vigilanza europee spingono affinché le erogazioni di mutui alle famiglie siano volte a permettere l’acquisto di una casa (spesso di residenza) senza rischiare che l’indebitamento (sano) diventi sovraindebitamento, con tutte le negative conseguenze per la famiglia, ma anche per chi affida i suoi risparmi alle banche. Proprio per ridurre il rischio di sovraindebitamento, si sono andati affermando strumenti (pubblici e privati) che supportano le famiglie in caso di incapacità temporanea a ripagare le rate di mutuo. Ricordiamo, tra l’altro: il fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, il recente accordo ABI-Associazioni dei Consumatori in tema di “moratoria” dei finanziamenti alle famiglie, lo sviluppo di specifiche forme assicurative correlate ai finanziamenti. A ciò si aggiungono le offerte commerciali delle banche, tutte in concorrenza tra loro, che permettono di rispondere alle esigenze delle famiglie. I dati più recenti sulla forte ripresa delle nuove erogazioni dei mutui (oltre il 30%) ne sono una piena conferma. Giovanni Sabatini Direttore Generale Associazione Bancaria Italiana
La precisazione Abi
«Banche al lavoro sui nuovi contratti»