Politica

Poletti: se è necessario fiducia sull’Italicum

Il ministro del lavoro forza la mano: «È il momento di prendere una decisione». La minoranza Dem protesta

Ripartono oggi i lavori della commissione Affari Costituzionali della Camera, dov’è incardinato l’Italicum che dovrebbe approdare in Aula il 27 aprile. In commissione i numeri non pendono dalla parte di Matteo Renzi: nel gruppo Pd infatti gli esponenti dell’opposizione interna sono in maggioranza. E promettono battaglia. Il premier sta pensando di sostituirne alcuni, come già fatto al Senato, anche se il ministro Maria Elena Boschi per ora frena. Al vaglio del governo c’è invece l’idea di porre la questione di fiducia per blindare la legge elettorale. Uno spauracchio per la minoranza Dem e le altre opposizioni che parlando di delegittimazione del Parlamento e di forzatura. Il premier vuole però chiudere la questione a Montecitorio, senza un altro passaggio al Senato, dove i numeri sono ben più risicati. Sull’eventualità di mettere la fiducia sull’Italicum il ministro del Lavoro Giuliano Poletti taglia corto: «Credo che se è necessario si debba fare». Certo - spiega Poletti - «normalmente si dovrebbe evitare» (l’unico precedente è del 1953: De Gasperi con la «legge truffa»), ma la decisione è «figlia della condizioni che si determineranno». E comunque, conclude il ministro, «è il momento di prendere una decisione». Poletti però lascia aperto uno spiraglio dicendo che «la discussione sull’Italicum è aperta, ma - ribadisce - serve una decisione». Per Federico Fornarno, senatore ed esponente della minoranza Pd, «l’ostinazione» di Renzi è «sospetta», anche perché «l’Italicum diverrà operativo dopo l’1 luglio 2016 e il maggior contraente di opposizione dell’accordo, Forza Italia, ha annunciato che non voterà più a favore. Perché allora tutta questa fretta e questa indisponibilità al confronto? Viene il dubbio che il vero sponsor dei capilista bloccati, non fosse Berlusconi, ma Renzi». Il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini spiega che la fiducia è una «extrema ratio», ma «non una forzatura». Il gruppo Pd alla Camera si riunirà mercoledì. Per Guerini non ci sono più margini di modifica del testo «e, se serve, mercoledì voteremo la linea nella riunione di gruppo. Dovrà prevalere la linea della lealtà tra di noi. Quando si vota, l’esito è vincolante». Per il lettiano Francesco Boccia però «il tempo per mediare c’è» e propone di darsi come orizzonte temporale luglio: «Ci sono mediazioni possibili. Discutiamo un giorno in più, ma evitiamo strappi».

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