Politica

Oltre 1700 episodi registrati nel 2013

Di anno in anno cresce l'attività di produzione, spaccio e traffico, facendo registrare 2621 reati nel 2013 e 2622 nel 2012

Il traffico di droga nella Capitale è un altro dei business milionari della malavita organizzata. Nel 2013 i casi accertati di spaccio sono stati 1731. Un reato che non conosce flessioni. Di anno in anno cresce l'attività di produzione, spaccio e traffico, facendo registrare 2621 reati nel 2013 e 2622 nel 2012. A gennaio 2013 la Guardia di Finanza ha arrestato dieci persone che gestivano il traffico di stupefacenti da Scampia a Tor Bella Monaca. Un ponte criminale che rappresentava uno degli affari camorristici del clan dei «Sandokan» nella Capitale. A finire in manette in quella circostanza, tra gli altri, il laziale Romano Micconi, di 45 anni, e il campano Gennaro Magrì, di 39 anni, che viveva a Roma ed era in libertà vigilata. Il quartiere romano, infatti, ha esportato in tutto e per tutto il brand Scampia dello spaccio. Stessi canali di approvvigionamento dalla Spagna e stessa organizzazione fondata su pusher, staffette e vedette che monopolizzano le strade e controllano ingressi e uscite dal quartiere: dai clienti alle forze dell’ordine tutto è monitorato dalla malavita. A Tor bella Monaca tra vedette, grotte, cunicoli, telecamere, barriere artificiali e infinite vie di fuga, lo spaccio di droga è organizzato in grande stile. Come per Scampia, anche nella Capitale esistono zone franche dove la vendita di eroina, hashish, cocaina e non solo, è gestita da organizzazioni criminali verticistiche e spietate. La droga si vende anche a San Basilio e al Pigneto. Nonostante i controlli delle forze dell'ordine agli angoli delle strade, soprattutto quando cala la notte, si può acquistare veramente di tutto. A Tor Bella Monaca, ad esempio, da via Santa Rita da Cascia, sotto i sette palazzoni, fino a via dell’Archeologia lo spaccio si snoda attraverso i labirinti tra un edificio e l’altro e i lunghi vialoni che collegano la zona più vecchia del quartiere con la parte più nuova. In punti strategici, così come succede nel quartiere napoletano, sono sistemate le vedette, ossia persone preposte a dare l’allarme in caso di arrivo delle forze dell’ordine. Attraverso segnali convenzionali, che cambiano anche molto spesso per evitare di essere scoperti, i pali collocati agli incroci delle vie, avvertono gli spacciatori che, se occorre, si danno alla fuga. La vendita della droga al dettaglio è affidata a giovanissimi, che per conto dei capi smistano quantità enormi di stupefacenti tutti i giorni. In molti casi gli stessi detengono la droga nelle loro abitazioni o anche in posti «sicuri» protetti da inferriate massicce e porte corazzate. E come nella migliore tradizione dello spaccio organizzato, anche a Tor Bella Monaca si lavora notte e giorno. Vedette e spacciatori sistemati per strada si danno il cambio in base a veri e propri turni organizzati. Nulla è lasciato al caso, neanche la possibilità che zone in mano a una determinata famiglia vengano occupate da un’altra. In questi casi scattano i regolamenti di conti e per le strade, oltre alla droga, scorre anche il sangue. Il traffico di stupefacenti, infatti, è gestito da famiglie note nel quartiere che, all’occorrenza, solidarizzano con gli spacciatori e i trafficanti adoperandosi per procurare fughe e nascondigli.

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