Politica

Annullate le primarie. Okkupata la sede del Pd

Le primarie fanno discutere sempre, sia se si fanno sia se non si fanno. Per le regionali la vittoria di Vincenzo De Luca agita i sonni del Pd: in caso di vittoria, il neogovernatore decadrebbe per...

Le primarie fanno discutere sempre, sia se si fanno sia se non si fanno. Per le regionali la vittoria di Vincenzo De Luca agita i sonni del Pd: in caso di vittoria, il neogovernatore decadrebbe per effetto della legge Severino. A Ercolano, Comune in Provincia di Napoli, i dirigenti locali protestano perché il Nazareno pretende di scegliere il candidato sindaco senza consultare la base. Un gruppo di iscritti del Pd ha occupato sabato mattina la sede del partito della città vesuviana in segno di protesta contro l’indicazione arrivata dalla segreteria nazionale del consigliere comunale Ciro Bonajuto quale candidato primo cittadino alle amministrative di maggio. L’87% degli iscritti aveva firmato poche ore prima per la candidatura unitaria di Antonio Liberti, segretario cittadino del partito. L’occupazione della sede, spiegano gli iscritti, proseguirà fino a oggi quando si terrà un’assemblea. «Stiamo manifestando una nostra posizione, non siamo guerriglieri», spiega proprio Liberti, che definisce l’occupazione della sede Dem un semplice «presidio». La decisione presa dal partito nazionale - spiega il segretario cittadino - «mi ha catapultato in una battaglia che non volevo. Non sono un competitor di Renzi, che neanche mi conosce, e non è nel mio interesse contrappormi all’indicazione nazionale. È solo un modo per dire che il circolo aveva preso una decisione nel pieno della sua autonomia». Liberti spiega di aver ricevuto «tante telefonate da deputati, europarlamentari e segretari di circoli di diverse regioni che mi incitano a non mollare e a rimanere sulla mia posizione perché temono che si possa creare un precedente». Sull’integrità del Pd di Ercolano Liberti è pronto a mettere la mano sul fuoco: «Questo circolo ha gli anticorpi. Sono stato io a denunciare ai carabinieri la presenza di camorristi tra chi chiedeva l’adesione, ci siamo mossi e abbiamo reagito rivolgendoci alle forze dell’ordine e alla segreteria provinciale. Possono stare tranquilli», conclude.

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