«Un chiarimento immediato dal presidente della Regione Lazio». «Massima fiducia a Sabella, chiarito l’equivoco». Il botta e risposta c’è stato a stretto giro di posta, in una giornata. A iniziare con le note alte è stato un arrabbiato sindaco Roma, Ignazio Marino. A fargli perdere le staffe sono state le parole dette dal vicepresidente del Lazio, Massimiliano Smeriglio (Sel) assai critico per il ruolo avuto dal magistrato e neo assessore alla Legalità, Alfonso Sabella, all’epoca del G8 di Genova, al quale ha rivolto un elenco di dodici domande. Il primo cittadino di Roma si è risentito. «Trovo estremamente gravi e offensive le parole dell’onorevole Smeriglio nei confronti di uno dei miei più straordinari assessori. Questa per me - ha tuonato - è una gravissima azione contro la mia giunta. Esigo quindi un chiarimento immediato dal presidente della Regione Zingaretti e da Sel, poiché schierarsi contro Sabella, dal mio punto di vista, significa schierarsi con la Mafia. Questa è la mia posizione». Zingaretti gli ha risposto a distanza, lapidario: «Smeriglio ha chiarito l’equivoco. Massima fiducia in Sabella che sono fermamente convinto stia facendo un fantastico lavoro nella battaglia comune per la legalità e contro la Mafia, come peraltro gli ho ribadito anche questa mattina ad Ostia esprimendogli tutta la mia solidarietà e il mio sostegno». Su Internet, via Facebook, anche Smeriglio ha detto la sua: «Massima fiducia nei confronti di Sabella. Solo l’idea che la chiarezza aiuterà tutti ad essere più forti». L’ultima parola, però, l’ha voluta comunque dire il sindaco: «Nessuno si deve permettere di criticare l’azione di un uomo che ha rischiato per tutti noi la propria vita e quella dei suoi familiari inseguendo, identificando e arrestando persone come Giovanni Brusca che hanno massacrato Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta. Se non abbiamo rispetto per queste persone allora forse è meglio che lasciamo il Paese». Passo e chiudo.
Marino non ci sta e difende il suo uomo: «Ora la Regione chiarisca»
