Matteo Orfini, presidente del Partito democratico, rimane della sua idea: l’ex Capo della Polizia, Gianni De Gennaro, non è degno di rimanere alla guida di Finmeccanica, dopo che la Corte di Strasburgo ha definito "tortura" le violenze degli agenti alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. Quella dell’esponente democrat, però, si rivela essere una memoria troppo selettiva. Di persone che, secondo il "codice Orfini", potrebbero rivelarsi poco degne di rimanere al loro posto, ce ne sono, infatti, davvero molte, tutte ricoprono incarichi apicali nelle più grandi e potenti aziende pubbliche e tutte sono indagate o sotto processo. Mauro Moretti, ad esempio, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e attuale ad di Finmeccanica, è imputato per l’incidente ferroviario di Viareggio, che il 30 giugno del 2009 provocò la morte di 32 persone. Secondo l’indignazione altalenante di Orfini, dovrebbe o no rimanere al suo posto? Non risulta, inoltre, che il presidente del Pd si sia risentito quando nel febbraio del 2013 il capo dell’Eni, Paolo Scaroni, venne indagato per corruzione internazionale per una presunta maxitangente da 200 milioni di euro per gli appalti Saipem in Algeria. Ma il "codice Orfini" traballa anche di fronte al fatto che l’attuale ad di Eni, Claudio Descalzi, è sotto indagine, sempre per corruzione internazionale, per un’altra presunta tangente versata dall’Eni, stavolta in Nigeria. L’occhio vigile di Orfini dovrebbe poi spostarsi sulla strada, e precisamente sulla figura di Pietro Ciucci, presidente dell’Anas, indagato per abuso d’ufficio in un’inchiesta relativa ai ritardi e alle molte anomalie riguardanti la costruzione della Statale che collega Maglie a Leuca, in provincia di Lecce. Anche alla Cassa depositi e prestiti ci sarebbe materiale per i tweet di Orfini. L’amministratore delegato, Giovanni Gorno Tempini, è infatti imputato a Trani, insieme ad altre 14 persone accusate a vario titolo di truffa pluriaggravata e continuata. L’attuale ad di Ferrovie dello Stato, Michele Mario Elia, è invece sotto processo per la strage di Viareggio, eppure di lui Orfini non si occupa. E non lo fa nemmeno dell’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, imputato nello stesso procedimento. Nessun moto d’indignazione del presidente Pd nemmeno di fronte al fatto che lo stesso Soprano rischia il processo anche in una seconda inchiesta, quella sull’utilizzo del "macchinista unico". E chissà se la "mannaia twittarola" di Orfini si abbatterà su Calogero Mauceri, capo dipartimento della presidenza del Consiglio per le Politiche giovanili, indagato per truffa e favoreggiamento nell’ambito di un’inchiesta sulla nomina del direttore generale dell’Enit, Ente nazionale italiano per il turismo. Usando il "codice Orfini", devono restare o andare tutti a casa?
Gli indagati che Orfini non vede
