Politica

«È ovvio che tutte le vite hanno lo stesso valore»

Il presidente della Camera penale di Roma, Francesco Tagliaferri, e la "dimenticanza" del Capo dello Stato

Il presidente della Camera penale di Roma, Francesco Tagliaferri, si aspettava che il Capo dello Stato Mattarella ricordasse tutte le vittime della strage nel Tribunale di Milano. Cosa che non è accaduta. Mattarella non ha parlato dell’avvocato ucciso nel palazzo di Giustizia. Cosa ne pensa? «Debbo ritenere che Mattarella parlasse in qualità di presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, ma quel che è certo è che essendo anche e sopratutto presidente della Repubblica aveva - a mio avviso- il dovere di ricordare indistintamente tutte le vittime. E questo perché la tragedia di Milano non è stato l’epilogo di un attacco a un organismo dello Stato, ma è all’evidenza dipesa dal gesto, tanto lucido quanto sconsiderato, di un soggetto che intendeva colpire, senza distinzioni, tutti coloro che riteneva responsabili del suo tracollo finanziario, dal giudice che aveva dichiarato il fallimento della sua società all’avvocato che lo aveva difeso, al suo coimputato, al suo ex socio, oltretutto figlio della sorella. Doveva essere ricordato dunque anche il legale ucciso. «È sin troppo ovvio che le vite abbiano tutte lo stesso valore e mi piacerebbe che non si perdesse occasione di ricordarlo». Cosa si augura in futuro dal presidente Sergio Mattarella? «Naturalmente non ho nulla da suggerire al presidente. Mi auguro soltanto che, anche quando si verifica una tragedia, non si ragioni sull’onda dell’emozione». Chi frequenta il palazzo di Giustizia di Roma secondo lei può sentirsi sicuro? «Il livello di sicurezza del Tribunale di Roma mi sembra adeguato a qualunque altro luogo pubblico, nel quale accedono quotidianamente migliaia di persone. E, a questo proposito, passata l’emozione del momento, auspico che i problemi di sicurezza vadano affrontati secondo la legge dei grandi numeri e non quella degli eventi rari, nel senso che fatti come quello di Milano sono francamente imprevedibili. Pensa che tra chi indossa la toga, magistrati e avvocati, esistano differenze professionali? «La parità ovviamente non esiste se non sulla carta, ma non è certo questo il momento di affrontare il problema». Secondo lei anche avvocati e magistrati dovrebbero essere soggetti a controlli più serrati agli ingressi dei Tribunali? «Oltre a loro anche dipendenti del palazzo di Giustizia. Ma significherebbe controllare migliaia e migliaia di persone in più. Impensabile».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.