Politica

Def, Renzi trova un tesoretto da 1,5 miliardi

Atteso per le 20 il Consiglio dei ministri. Il premier valuta l’ipotesi decreto. Delrio: "Dodici ore in più per dare un'ultima occhiata alle carte".

Sottotraccia, ma se ne era già parlato. Dalle bozze che saranno varate questa sera dopo il Cdm, emergono detrazioni, deduzioni ed esenzioni fiscali con l’obiettivo di riportare in cassa almeno 1,5 miliardi di tasse in meno. Un tesoretto che il governo impiegherà per rimpinguare il welfare. Matteo Renzi starebbe valutando l’ipotesi di un decreto a parte per queste misure. Il governo, dunque, si trova a gestire 1 miliardi e mezzo di euro aggiuntivi che derivano dal risparmio dello 0,1% del deficit 2015. Sono risorse che Palazzo Chigi e il ministero dell'Economia hanno intenzione di spendere entro quest'anno per dare un carattere il più espansivo possibile al Documento di economia e finanza. Come si legge nel Def, il rapporto deficit/pil nominale 2015 è previsto nel quadro tendenziale aggiornato al 2,5% rispetto al 2,6% stimato nel quadro programmatico dell'autunno scorso. Questo significa un miglioramento dello 0,1% dovuto all'andamento positivo dell'economia, legato a sua volta all'impatto delle riforme strutturali e agli effetti del Quantitative easing. Il rinvio del Cdm alle 20. "Dodici ore in più per dare un'ultima occhiata alle carte". Inizialmente previsto alle 10, slitta alle 20 il Consiglio dei ministri. Nessuna contestazione particolare sui numeri dietro al rinvio, spiegano fonti ministeriali, piuttosto la volontà di Renzi di rileggere il dossier e arrivare a un testo finale pulito e limato. La bozza definitiva che entrerà questa sera nella sala del governo sarà inviata a breve ai vari ministeri per l'ok finale dopo il definitivo lavoro di raccordo e sintesi svolto dal Mef. "Le carte, comprese quelle del mio ministero, sono arrivate un pò avanti ieri in serata - spiega il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio - Vogliamo fare le cose seriamente e ci prendiamo altre 12 ore per un chiarimento". Nessun problema sulle cifre (che dovrebbero rimanere quelle annunciate da Renzi e Pier Carlo Padoan martedì scorso), assicura, né contestazioni tra ministeri: "Siamo sereni, tranquilli e d'accordo". L’obiettivo, avrebbe spiegato il premier, è di inviare entro le 24 di stanotte il Def alla commissione Europea nella versione definitiva. Dal canto loro fonti Ue fanno sapere che "non c’è nessun obbligo di mandare il Def entro la mezzanotte di oggi alla Commissione, la scadenza è a metà aprile". Bruxelles non ha sollevato nessuna obiezione o richiesta. Le reazioni. "Cdm rinviato. Governo nel caos. Def ancora a carissimo amico. Che figura!". Lo scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, taggando Matteo Renzi, Pier Carlo Padoan e il Mef. E poi: "Def nel caos. Renzi peggio. I torni non contano...ops, i conti non tornano", sottolinea il presidente dei deputati azzurri in un successivo tweet. "Pare che il Cdm delle 10 sia saltato causa Ue: mancano risorse privatizzazioni? Governo nel caos". I deputati M5S iroizzano sul rinvio. "Lo avevamo detto: c'è il nulla, il buio oltre le slide e le linea guida. Il governo va in confusione e rimanda l'approvazione del Def alle 20 di stasera. Dobbiamo poi aspettarci un ulteriore rinvio intorno a mezzanotte? Quello è l'orario, li avvisiamo, in cui lo spirito di Fassino potrebbe aleggiare sul tavolo del Consiglio dei ministri". "Problemi con l'allegato infrastrutture? Non tornano i numeri sulle privatizzazioni? Si vuole togliere qualche strafalcione formale di quelli, vedi la Stabilità, cui il governo ci ha già abituato da mesi? Tempi tecnici legati ai nuovi insediamenti a Palazzo Chigi? Girano molte voci in queste ore. Se Renzi deve rileggerlo - chiosano i deputati M5S - gli consigliamo di armarsi di calcolatrice per fare bene i conti che comunque non tornano. Di sicuro c'è che l'ennesima stangata agli enti locali, di cui abbiamo già parlato, si accompagna alla solita dose allarmante di improvvisazione da dilettanti allo sbaraglio".

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