Nunzia De Girolamo, ex ministro delle Politiche Agricole e da ieri anche ex capogruppo alla Camera di Area Popolare (gruppo che riunisce i deputati di Ncd e Udc) non usa giri di parole per criticare l’atteggiamento di Alfano e per invocare un’inversione di rotta del Nuovo Centrodestra. Sulla sua sostituzione ha inciso di più il fatto di essere antirenziana o serviva un nuovo ruolo per l’ex ministro Lupi? «Andrebbe chiesto ad Alfano. Mi sono sentita nominata e poi cacciata come nella casa del Grande Fratello. Sicuramente la mia linea critica su Renzi non è stata gradita dal Palazzo. Adesso voglio andare in giro per l’Italia e sentire l’opinione della base, Ncd nasce con lo slogan "senza base non c’è altezza", ma in realtà il territorio è stato coinvolto poco. In queste ore mi sono arrivate tante testimonianze, scritte e orali, credo sia opportuno ascoltare i nostri elettori». Magari il fatto di caldeggiare da tempo un riavvicinamento con Berlusconi non l’ha aiutata. «Non ho mai smesso di parlare con Berlusconi, ma parlo anche con Salvini, Tosi e Meloni tutti quelli che si ritengono alternativi a Renzi, per costruire un centrodestra forte e radicato sul territorio. La speranza è ricostruire un unico soggetto politico. Ero contenta di esser riuscita a favorire il colloquio tra Alfano e Berlusconi sull’elezione del Capo dello Stato e sono rimasta delusa dell’atteggiamento di Angelino». È questo l’errore più grave che imputa ad Alfano? «Sulla nomina di Mattarella abbiamo sbagliato tutti, sia nei modi, sia nei tempi ed è nata un’incomprensione. Il dissenso poi è continuato perché credo che Renzi non ci riservi il trattamento che meritiamo. Penso che avremmo potuto essere molto più incisivi». I presenti parlano di un applauso non troppo convinto per Alfano al momento della nomina di Lupi. Che clima c’era? «Non è stata una delle migliori assemblee a cui abbia partecipato». Lei ha parlato di «lento suicidio per Ncd». Perché non abbandona la nave che affonda? «Ho fondato Ncd convinta dal nome di questo partito e dal suo significato, se dovesse diventare il Nuovo Centrosinistra le cose sarebbero diverse». È vicina alla Lega sulla scia della Saltamartini? «Non si aderisce a un partito perché c’è l’amicizia e la stima, che non rinnego, con un’altra persona. Ero e continuerò a essere amica della Saltamartini ma per entrare in un nuovo soggetto politico bisogna condividere ideali e valori». In molti dicono che Renzi è bravo a prendersi i meriti e a scaricare su di voi i problemi, ad esempio immigrazione e sicurezza. «Io non ce l’ho con Renzi, lui fa il suo mestiere, siamo noi che facciamo male il nostro. Visto che anche i sondaggi dicono che siamo al 3%, si può dire che questa linea politica è sbagliata?».
"Angelino è stato una delusione E se siamo al 3% qualcosa vuol dire"
L'intervista a Nunzia De Girolamo, ex ministro delle Politiche Agricole e da ieri anche ex capogruppo alla Camera di Area Popolare
