Politica

Sindaci, no tagli agli enti locali Solo Nardella difende il premier

Il successore di Renzi: «Bologna tagliata meno di Firenze».

Il premier Matteo Renzi usa come al solito un tweet per smorzare le proteste sul Def. Ma la tensione, soprattutto con gli enti locali, resta alta. «Nel 2015 le tasse vanno giù con gli 80 euro per 10 milioni italiani e incentivi su lavoro (Irap e assunzioni)», dice il presidente del Consiglio. Ma per garantire tutte le coperture e scongiurare l’aumento dell’Iva il governo deve trovare 10 miliardi di euro. A scapito di Comuni e Regioni, che insorgono.     ENTI LOCALI IN RIVOLTA Il sindaco di Torino e presidente dell’Anci torna a criticare il governo guidato dal «sindaco d’Italia». Stamattina alle 8 Fassino incontrerà Renzi a Palazzo Chigi per un primo confronto sul Documento di economia e finanza. Ma le parti sembrano distanti. «I Comuni hanno già fatto sacrifici, ora tocca ai ministeri - tuona il numero uno dei sindaci italiani - Vedremo quali saranno le proposte, ci auguriamo che non ci siano ulteriori tagli di risorse. I margini mi sembrano esauriti». Renzi sostiene di aver sentito dire cose «stravaganti» da alcuni «cari amici». Chiaro il riferimento a Fassino e al sindaco di Firenze Dario Nardella. Il primo parla di «equivoco giornalistico», pur ribadendo la posizione dell’Anci. Nardella, invece, spiega che col premier non c’è alcuna polemica, ma puntualizza: «Io non critico la politica del governo, che ho sempre condiviso. Ho ascoltato Renzi sul Def e sono d’accordo: ciascuno deve fare la sua parte, tutti devono fare sacrifici». Il «punto» è la «ripartizione: è comprensibile che la Città metropolitana di Bologna abbia il 5% dei tagli e Firenze il 23%?». Una frase che scatena una «guerra fra poveri», col sindaco bolognese Virginio Merola che chiede a Nardella di dimettersi da coordinatore per l’Anci delle città metropolitane: «Invece di rappresentare tutti attacca un’altra città. Non si è mai visto». Anche le Regioni protestano. Sergio Chiamparino, governatore del Piemonte e presidente della Conferenza delle Regioni, è netto: «È paradossale che si parli di nuovi tagli appena conclusa la trattativa sulla legge di Stabilità. Nel 2014 le Regioni hanno tagliato 5,5 miliardi di euro. Al contrario, noi avremmo bisogno di garanzie di segno opposto: il taglio di 2,2 miliardi del fondo sanitario che abbiamo accettato per quest’anno non potrà essere replicato per il prossimo, a meno di non ridurre le prestazioni».     PADOAN TIRA DRITTO Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in ogni caso tiene dritta la barra del timone e ribadisce la linea del premier: nessun rischio per la spesa sociale dalla riduzione della spesa pubblica per evitare l’aumento dell’Iva nel 2016. Anzi, «la spesa sociale andrà difesa e rafforzata. Le due parole chiave per i prossimi mesi sono: meno tasse e più lavoro. È questo sarà confermato dai fatti. Assolutamente non ci saranno aumenti di tasse, anzi le tasse saranno tolte. I rischi di aumenti saranno eliminati. L’Europa recentemente ci ha promosso e continuerà a farlo».     IL PNR Per quanto riguarda infine il Programma nazionale di riforma del Def, esso prevede nel 2015 il pacchetto taglia bollette che consentirà una riduzione tra l’8 e il 10% delle bollette elettriche per le Pmi. Per contenere la spesa energetica il governo sta esaminando anche altri provvedimenti per la sostenibilità degli investimenti a lungo termine nel campo delle energie rinnovabili. Nei prossimi mesi, inoltre, entreranno a regime nuove infrastrutture di interesse strategico, come l’elettrodotto Rizziconi-Sorgente, per collegare la Sicilia al continente che consentiranno un migliore funzionamento del mercato e ulteriori riduzioni dei prezzi». Il processo di market coupling alla frontiera francese e austriaca verrà poi completato per abbattere ulteriormente i prezzi. Sul gas, i prezzi all’ingrosso sono allineati alla media Ue. Entro fine anno, infine, saranno definiti i costi standard del trasporto pubblico locale allo scopo di ridurre i divari territoriali e mettere le aziende di Tpl su un sentiero di convergenza ed efficienza. Verrà presentato un Ddl per limitare sussidi e affidamenti in house. Previste infine le misure per la promozione del settore agricolo e agroalimentare. In arrivo anche un Comitato perla riforma fiscale ecologica per varare la revisione delle accise tenendo conto delle emissioni di anidride carbonica per proseguire il processo di decarbonizzazione.

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