Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parla mentre Milano piange le vittime del Palazzo di Giustizia. Nella sede del Consiglio superiore della magistratura a piazza Indipendenza, il Capo dello Stato presiede il plenum straordinario, convocato dopo i gravi fatti accaduti. Claudio Giardiello è stato arrestato e le parole di Mattarella sono per i magistrati e per tutti i difensori dello Stato di diritto. "I magistrati sono sempre in prima linea e ciò li rende particolarmente esposti - sottolinea -: anche per questo va respinta con chiarezza ogni forma di discredito nei loro confronti". Mattarella onora la memoria di Fernando Ciampi "giudice probo, rigoroso e intransigente". Un altro magistrato caduto nell'esercizio delle sue funzioni. Il capo dello Stato è addolorato per il bagno di sangue ("Dolore tanto più lacerante poiché gli assassini si sono consumati in un luogo dedicato al rispetto della legge"). Spende parole in difesa della democrazia e della società aperta chiusa, secondo Karl Popper, agli intolleranti e ai violenti. L'Italia attraversa un periodo di crisi e nonostante tutti i dati lascino intravedere una luce nuova in fondo al tunnel, resta nella zona d'ombra chi, senza speranza, cerca di superare gli ostacoli della crisi. Un percorso che accresce le difficoltà e le tensioni sociali. "Mentre piangiamo i nostri concittadini rimasti vittima di una insensata violenza, ribadiamo qui la nostra fiducia nella forza della legge, della giustizia e dell'ordinamento democratico". Mattarella difende la democrazia. La legge difende i cittadini e nella sala qualche pensiero è per il killer. "La società democratica, aperta e accogliente è per sua natura vulnerabile. Alle insidie criminali, lo Stato italiano risponde con fermezza, sempre nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali e dei diritti dell'uomo", afferma Mattarella che considera i fatti di oggi "atti criminali gravissimi, di intollerabile e massima ingiustizia". "Attraversiamo tempi di grande difficoltà: alla mafia e alla criminalità si è unito il terrorismo internazionale. Il protrarsi da anni della crisi economica ha fatto aumentare le tensioni sociali". Troppo spesso la giustizia italiana viene posta sotto i riflettori per disfunzioni e per le polemiche su questa o quella decisione. Poca attenzione viene riservata all'enorme lavoro quotidiano dei magistrati italiani che assolvono le proprie funzioni in condizioni difficili con sacrificio e dedizione. Alle minacce della mafia e del terrorismo si aggiungono "le tensioni sociali aumentate con la crisi". I magistrati "sono in prima linea" e quindi vanno "respinte con chiarezza tutte le forme, anche striscianti, di discredito nei loro confronti".
Mattarella al Csm: "Magistrati in prima linea, basta discredito"
Il capo dello Stato chiede sicurezza per i servitori del Paese. Le toghe onorano Ciampi "giudice probo, rigoroso e intransigente"
