Politica

«Così ho messo d’accordo Salvini e Silvio per il voto»

Ronzulli: rinnovamento? Chi ne parla cerca pubblicità

«Non mi va di fare pronostici perché sono scaramantica. Ma una cosa è certa: in diverse Regioni il centrodestra può giocarsela per vincere. Compresa la Puglia, se non facciamo l’errore di dividerci e di consegnare la vittoria al Pd». Licia Ronzulli, membro del comitato di presidenza di Forza Italia, è stata in prima fila nella gestione delle trattative che hanno portato all’intesa tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Ora, oltre a rivendicare la bontà dell’accordo, auspica la tregua tra le varie anime del partito nelle altre regioni in bilico. Onorevole Ronzulli, come ha fatto a ricucire i rapporti tra Berlusconi e Salvini? «Non c’era niente da ricucire. In realtà il dialogo tra loro è sempre stato costante e dominato dal buonsenso. Erano altri settori dei rispettivi partiti a sollevare perplessità e a dare l’immagine che i rapporti fossero segnati da alti e bassi». A chi si riferisce? «Non penso a qualcuno in particolare, ma è evidente che c’era chi, in Lega, temeva che l’asse con Forza Italia non aggiungesse niente al proprio partito o rischiasse di eroderne il consenso. Tra gli azzurri, invece, qualcuno temeva un appiattimento sulle posizioni del Carroccio. Anche la scissione della Lega ha determinato un rallentamento nelle "trattative", sarebbe stato meglio evitare la corsa in solitaria di Tosi, ma alla fine l’intesa trovata è stata la migliore possibile». Lo crede davvero? «Sì. In Liguria la base leghista ha reagito con qualche mal di pancia alla candidatura di Toti, ma è solo perché il loro Rixi aveva già lanciato la sua corsa da un paio di mesi e aveva creato un certo entusiasmo. Ma il malcontento è già rientrato e alla fine l’imperativo di archiviare i disastri fatti nella regione dal centrosinistra farà in modo che tutti, azzurri e leghisti, correranno per lo stesso obiettivo. Peraltro Forza Italia non ha candidato un signor nessuno, ma uno tra i massimi dirigenti del partito. In quanto al Veneto, era scontato appoggiare la corsa di Zaia, che deve proseguire i 5 anni di eccellente lavoro fatto fino ad oggi». In quante regioni dovete vincere per ritenervi soddisfatti? «Non faccio pronostici perché sono scaramantica. Ma credo che in Campania sarà premiato il buon lavoro di Caldoro e in Liguria, per le ragioni opposte, il centrosinistra sarà punito. Spero in un buon risultato anche in Umbria, dove il centrodestra corre unito. E i presupposti per vincere ci sarebbero anche in Puglia». Appunto: ci sarebbero... «Io sono originaria di questa terra e da giorni mi sto confrontando con gli elettori. Emiliano non è amato, e le sue liste sono zeppe di vendoliani, altro che rinnovamento... Anche per questo è da masochisti dividerci e lasciare la regione al Pd». Eppure sta accadendo proprio questo. «Io resto ottimista. La sintesi è possibile a meno che non si voglia strumentalmente dare per persa una partita tutta da giocare». Cosa accadrà a Forza Italia dopo le Regionali? «Il 1° giugno sarà un momento di svolta per il partito. Dovremo rimetterci intorno a un tavolo, deporre le armi e ripartire dai contenuti che ancora rendono Forza Italia l’unica opzione valida nel centrodestra. Inoltre, dovremo tornare a presidiare il territorio e riscrivere insieme le regole del partito. Altrimenti, resterà la logica dello scontro quotidiano e gli elettori guarderanno altrove». A proposito di regole e scontri: l’ipotesi rinnovamento ha causato un terremoto... «A me questa storia del “rinnovamento” sembra una barzelletta. Io ho 39 anni ma credo che il rinnovamento di un partito non possa avvenire basi anagrafiche o peggio attraverso l’epurazione di persone di grande esperienza; inoltre la spocchia e l’arroganza sono solo controproducenti. Se si vuole rilanciare il partito, occorrono contenuti, proposte e idee, e anche fare tesoro di chi in passato ci ha permesso di conseguire risultati importanti. Inoltre è vero che in politica la riconoscenza è il sentimento del giorno dopo, ma che questo atteggiamento sia già praticato da chi ha solo trent’anni certo non depone bene. Molte polemiche sollevate sembrano solo un modo per farsi pubblicità». Ce l’ha per caso con Silvia Sardone? «Guardi, non vorrei darle più importanza di quella che ha. Potrei citarle decine e decine di giovani che in Forza Italia si impegnano quotidianamente pur non avendo un riflettore puntato. È troppo facile attaccare ogni giorno il partito quando è debole e in difficoltà, chiedendo l’azzeramento di tutto e tutti, senza però fare proposte concrete, ma soltanto alla ricerca di visibilità. Mi scuso per il paragone improprio, ma qualche mese fa è stato chiesto a Fitto di condurre la discussione sul partito nelle sedi opportune; lo stesso Berlusconi ha invitato più e più volte a interrompere le polemiche interne. Se questo vale per uno vale per tutti, diversamente il rischio è di creare ancora più danni a Forza Italia».

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