Politica

Delrio ministro, per il resto regna il caos

Ha giurato il nuovo titolare alle Infrastrutture. Ncd deve scegliere il nome per gli Affari Regionali

A palazzo Chigi, prima della riunione del Consiglio dei ministri, già i ministri presenti si erano congratulati calorosamente con Delrio. Secondo la prassi istituzionale, dopo l’annuncio in Cdm, il presidente del Consiglio ha chiesto al presidente della Repubblica un incontro, che c’è stato alle 20, per proporre il nuovo ministro e, dopo la condivisione del Capo dello Stato, segue il giuramento. Quella in Cdm è stata la prima comunicazione della volontà di Matteo Renzi di indicare Graziano Delrio al posto di Maurizio Lupi, dimessosi dalle Infrastrutture pur non essendo indagato. Già ieri mattina era apparso chiaro che la decisione ormai era stata presa. Intervenendo a un evento su sport e scuola, il futuro ministro pronuncia una frase che potrebbe essere significativa sulla sua linea politica: «Le opere non sono né grandi né piccole ma utili quando sono utili per la comunità». Ma i tempi non erano certi: «Ci sono due presidenti che grazie a Dio decidono per noi: uno è quello del Consiglio, l’altro della Repubblica - aveva risposto ai cronisti Delrio - Decidono loro i tempi. Noi siamo sempre a disposizione del governo e del paese». Delrio alle Infrastrutture, per ora, è l’unica certezza del complicato rebus del rimpasto. Ncd, orfano di un ministero dopo le dimissioni di Lupi, dovrebbe guidare il nuovo dicastero del Mezzogiorno, creato mettendo insieme gli Affari regionali (attualmente vacante dopo le dimissioni di Maria Carmela Lanzetta) e la Coesione territoriale di Delrio. Matteo Renzi ha espresso una netta preferenza per la figura di una donna, per rispettare la rappresentanza di genere. I nomi in pole sono quelli di Dorina Bianchi, ma ha chance anche Federica Chiavaroli. Questa seconda è senatrice e dunque, se dovesse essere nominata ministro, potrebbe far venire meno la sua partecipazione assidua al Senato dove la maggioranza è ormai risicata. Resta poi da sciogliere un rebus a Palazzo Chigi, dove Delrio è segretario del Consiglio dei ministri. Il sottosegretario del governo, quello che fa da coordinamento tra la presidenza del Consiglio e i ministeri. E anche in questo caso non sarà facile la scelta del sostituto. Ieri per tutto il giorno si è fatto il nome di Valeria Fedeli, attuale vicepresidente del Senato. La Fedeli era legata a Pierluigi Bersani sebbene abbia partecipato all’ultima Leopolda, la convention dei renziani. Se la scelta dovesse cadere su di lei sarebbe indubbiamente un’apertura alla minoranza interna. Biosgnerà vedere anche perché il sottosegretario alla presidenza è un ruolo fondamentale per il governo del Paese visto che è il vero braccio destro del premier, colui il quale si occupa di tutti i dossier più scottanti e riservati. Di solito anche la presidenza della Repubblica ha mantenuto un occhio particolare su questa carica. Non è scritto da nessuna parte ma ogni premier si è premurato di scegliere come proprio diretto sottosegretario una figura che avesse un particolare rapporto con il Quirinale o che comunque che non fosse sgradito sul Colle. Oltre al fatto che da Gianni Letta in poi è sempre starto considerato la vera macchia pulsante del governo. Se funziona chi è in queol ruolo, funziona tutto il governo.

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