Ora che ci finisce Renzi nelle intercettazioni a strascico, vediamo se farà quel che sciaguratamente non fece Berlusconi: imporre ai pm, e al gip, di selezionare, una ad una, le telefonate da allegare agli atti dell’inchiesta. Vediamo se il premier capirà i messaggi diretti e indiretti che gli arrivano dagli house organ delle procure oppure se continuerà a utilizzarli, come avvenuto per Lupi, la Cancellieri o la De Girolamo, per guadagnare potere regolando i conti con avversari di governo e nemici di partito. Il tema delle telefonate trascritte ad uso e consumo dei giornalisti, non può più essere rimandato. Quel che il premier ancora non sa è che lo showdown, per lui e per la compagnia di giro toscana, è già cominciato. Prima o poi una chiacchierata sua, del fidato Lotti o dell’amico Carrai finirà in prima pagina. E allora saranno dolori. Perché quando correrà a chiedere la regolamentazione dello spionaggio telefonico il popolo bue gli rinfaccerà interessi privati, bavagli, editti bulgari. Non se ne farà nulla e a pagare saranno migliaia di innocenti, come il generale della guardia di Finanza, Michele Adinolfi. Mesi fa l’ufficiale s’è ritrovato in prima pagina per quest’inchiesta sulle coop di Ischia. Ha preteso di essere interrogato perché non conosceva nessuno degli indagati. Quando s’è trovato davanti ai pm s’è sentito dire: guardi, lo sappiamo che lei non c'entra e non conosce le persone che parlavano di lei. Per questo abbiamo chiesto l’archiviazione. Adesso Adinolfi è stato tirato in ballo nuovamente per la stessa, identica, storia. La sua colpa? Aver risposto a Renzi che gli esprimeva solidarietà per esser uscito a testa alta da un’inchiesta. Nessun rilievo penale, nessun reato. E però entrambi campeggiano su siti, blog e giornali. Meditate gente di Firenze, meditate.
L’Ingiustizia a strascico
di Gian Marco Chiocci Ora che ci finisce Renzi nelle intercettazioni a strascico, vediamo se farà quel che sciaguratamente non fece Berlusconi: imporre ai pm, e al gip, di selezionare, una ad una,...