La Cassazione ha rigettato il ricorso di Silvio e Paolo Berlusconi contro la dichiarazione di prescrizione emessa dalla corte d’appello di Milano nel processo Unipol. I ricorrenti avevano chiesto il proscioglimento nel merito dalle accuse di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio. Accolta quindi la richiesta di rigetto del ricorso avanzata dal sostituto procuratore generale Francesco Salzano. La Cassazione ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali. La vicenda riguarda la pubblicazione sul Giornale del 31 dicembre 2005 dell’intercettazione, coperta da segreto, tra l’allora segretario dei Ds Piero Fassino e Giovanni Consorte, all’epoca presidente di Unipol. Nel nastro, Fassino chiedeva all’ex numero uno del gruppo assicurativo «Abbiamo una banca?», proprio nel periodo in cui Unipol tentò la scalata a Bnl. In primo grado avevano condannato Silvio Berlusconi a un anno di reclusione. Il reato di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio è stato poi dichiarato prescritto.
Caso Unipol Prescrizione per l’ex premier
La Cassazione ha rigettato il ricorso di Silvio e Paolo Berlusconi contro la dichiarazione di prescrizione emessa dalla corte d’appello di Milano nel processo Unipol. I ricorrenti avevano chiesto...
