Politica

Arresti Pd tra coop, tangenti e clan

Presunto giro di tangenti dietro l’appalto per la metanizzazione a Ischia. Undici misure cautelari. In manette sindaco campano e vertici Cpl

Una bufera giudiziaria si è abbattuta su Comune di Ischia e coop rosse, lo storico colosso Cpl Concordia di Modena. Un’inchiesta giunta all’emissione di 11 misure di custodia cautelare per il presunto affare dietro i lavori di metanizzazione, roba da oltre 100 milioni di euro. Una storia che per ipotesi mette insieme corruzione, tangenti, fondi neri e politica romana, tirando in ballo anche l’ex premier Massimo D’Alema (non indagato) al quale sono state comprate 500 copie del suo libro e 2.000 bottiglie di vino dell’azienda della moglie. Ma una vicenda dove si stanno approfondendo anche le temute infiltrazioni della camorra, evocate nel giugno 2014 dalle dichiarazioni del pentito Antonio Iovine, secondo il quale la Cpl si sarebbe aggiudicata l’appalto con l’appoggio della fazione dei Casalesi guidata da Michele Zagaria, e i subappalti sarebbero stati distribuiti alle ditte locali scelte dai boss. Dopo le indagini dei carabinieri Tutela ambiente del "capitano" Ultimo Sergio De Caprio, su richiesta dei pm Woodcock, Carrano e Loreto, ieri il Gip del Tribunale di Napoli Amelia Primavera ha firmato undici misure restrittive. Otto arresti in carcere: Francesco Simone (responsabile delle Relazioni esterne della Cpl), Roberto Casari (da gennaio ex presidente del gigante delle coop), Giuseppe Ferrandino (sindaco di Ischia, primo dei non eletti al Parlamento europeo), il fratello Massimo Ferrandino (consulente Cpl), Nicola Verrini (responsabile commerciale di area della Cpl per Lazio, Campania e Sardegna), Maurizio Rinaldi (presidente del consiglio di amministrazione della Cpl distribuzione srl), Bruno Santorelli (Sales Manager Nord Africa della Cpl) e Massimiliano D’Errico (imprenditore casertano). Ai domiciliari l’architetto Francesco Arcamone (dirigente del Settore Tecnico del Comune di Ischia). Obbligo di dimora per Massimo Continati (dipendente Cpl) e Giorgio Montali (consulente della Cpl e amministratore unico della Biciemme.Com). Il giudice ipotizza un sistema di corruzione, turbata libertà degli incanti, riciclaggio, emissione di fatture per operazioni inesistenti, mazzette pagate con fondi neri. Presunti reati che sarebbero stati commessi per pilotare i lavori che portano il metano nelle case dei comuni campani consorziati di Ischia (capofila), Casamicciola, Lacco Ameno e Forio. Per gli investigatori, sarebbe stata decisiva la stipula fittizia di due convenzioni nell’albergo "Le Querce" della famiglia del sindaco di Ischia Giuseppe Ferrandino, per un totale di 330 mila euro, soldi che avrebbe oliato il sistema. Inoltre l’assunzione del fratello Massimo come consulente della Cpl. E almeno un viaggio del primo cittadino in Tunisia, dove la coop avrebbe messo a disposizione denaro tramite le casse della società Tunisa, ottenendo i favori illeciti di direttore della banca (Attijari Bank, di Tunisi) e responsabile della Dogana dell’aeroporto nordafricano: il primo per il rilascio della attestazione "antiriciclaggio", e il secondo per omettere i controlli doganali. L’indagine non è finita.

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