«I valori della Resistenza non dipendono dai negozi aperti», parola del presidente di Unicoop Tirreno, Marco Lami, che si è trovato, suo malgrado, in mezzo alla polemica per l’apertura di moltissimi supermercati a Livorno e dintorni, il prossimo 25 aprile, 70° anniversario della Liberazione. E festeggia settant’anni dalla fondazione anche la Coop, che nacque a Piombino nel ’45 con il nome di «La Proletaria». L’Unione sindacale di base ha contestato alla catena di aver fatto una scelta contro la sua storia. Il sindaco di Livorno, il Cinque stelle Filippo Nogarin, ha affermato che sarebbe meglio non lavorare e si è detto disponibile ad una mediazione. Per il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, questa è una decisione «delirante». Il presidente Lami risponde: «Dei lavoratori prenderà servizio solo chi vorrà, senza costrizioni. E non ci risulta che la concorrenza si ponga il problema della Resistenza». Presidente Marco Lami, moltissimi punti vendita Unicoop Tirreno aperti il 25 aprile, perché? «Il 25 aprile quest'anno cade di sabato e tener chiusi tutti i punti vendita di Unicoop Tirreno significherebbe privare i soci e i clienti di un servizio, tanto più in un contesto nel quale saremmo i soli distributori ad osservare la chiusura. Governo e Parlamento hanno liberalizzato le aperture festive, quindi si utilizza questa norma». La concorrenza si pone questi problemi? «Non ci risulta. I valori della Resistenza non dipendono certo da negozi aperti o chiusi e dovrebbero valere per tutti, non solo per Coop». È vero, come dice il sindaco di Livorno Nogarin, che questa decisione crea tensione tra azienda e lavoratori? «Noi chiediamo ai lavoratori una adesione volontaria, non obblighiamo nessuno. Se c'è chi vuole partecipare alle manifestazioni del 25 aprile è ovviamente libero di farlo. Crea tensione chi strumentalizza questa scelta per farne un caso politico, chiedendo a noi di fare quello che non chiedono ad altri». In Unicoop Tirreno il rapporto azienda-lavoratori è conflittuale? «Normalmente no. Come in tutte le aziende può succedere che su certi temi ci sia una dialettica sindacale più o meno forte». Quanto vale, oggi nella grande distribuzione, lo stare aperti nei giorni festivi? «Purtroppo siamo in una fase così critica per i consumi che è difficile quantificare vantaggi e svantaggi. Ci possono essere solo valutazioni di servizio; in questo caso pensiamo di offrire un servizio». E quanto conviene al personale poter lavorare nei giorni festivi? «Il personale che aderisce volontariamente è compensato con un supplemento di retribuzione regolato dal contratto di lavoro. Vorrei precisare che non esistono liste di buoni e cattivi, ma solo una normale gestione delle disponibilità, senza giudizi». In Unicoop Tirreno quanto è sentita la tradizione della "Proletaria" (fondata il 26 febbraio 1945)? «La tradizione, soprattutto nelle aree storiche, è molto sentita. C'è un legame forte con i valori che hanno fatto nascere "la Proletaria". Proprio quest'anno ricorre il 70° della fondazione che stiamo celebrando con molteplici iniziative nei territori dove siamo presenti». Molti punti vendita aperti il 25 aprile e quasi nessuno il Primo Maggio, perché? «I negozi di Unicoop Tirreno sono chiusi tutti il 1° Maggio. In questo caso pensiamo che le ragioni della celebrazione superino le ragioni di servizio. Nell'area laziale saranno aperti i franchisee, affiliati, ma di proprietà di imprenditori privati. Potremmo contare a posteriori chi terrà chiuso tra gli altri operatori della distribuzione commerciale».
«Aperti il 25 aprile? Noi vendiamo La Resistenza è un’altra cosa»
Parla il presidente di Unicoop Tirreno, Marco Lami
