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Ucciso il leader algerino della strage al museo

Il raid condotto dalle forze speciali tunisine nella regione meridionale di Gafsa ha portato all’uccisione di nove militanti islamisti del gruppo Okba Ibn Nafaa, tra loro il leader e militante...

Il raid condotto dalle forze speciali tunisine nella regione meridionale di Gafsa ha portato all’uccisione di nove militanti islamisti del gruppo Okba Ibn Nafaa, tra loro il leader e militante algerino Lokman Abu Sakhr, accusato di coinvolgimento nell’attentato al museo Bardo di Tunisi. Ad affermarlo è stato il premier tunisino Habib Essid. Le forze tunisine hanno ucciso «gli elementi più importanti della Falange Okba Ibn Nafaa, tra loro Lokmane Abu Sakhr», ha affermato definendo l’operazione condotta come «molto importante nella nostra lotta contro il terrorismo». Gli scontri sono iniziati quando le forze di Tunisi hanno aperto il fuoco su un gruppo composto da una decina di sospetti jihadisti. Nei giorni successivi all’attentato al Bardo le operazioni dell’esercito tunisino si erano concentrate in particolar modo sulla zona di Kasserine, al confine con l’Algeria, da cui proveniva uno dei terroristi. Giovedì Gharsalli si era detto convinto che la cellula che ha organizzato l’operazione era formata da ex militanti di Ansar al Sharia, gruppo jihadista responsabile dell’assalto all’ambasciata Usa del settembre 2012, poi passati a Okba ibn Nafaa. Il ministro dell’Interno tunisino aveva ricostruito in dettaglio l’attacco al Museo del Bardo. «L’operazione» - aveva spiegato - è iniziata alle 12,06. Due uomini armati di kalashnikov, cinture esplosive e granate hanno aperto il fuoco per quattro minuti nel parcheggio all’esterno del museo uccidendo otto turisti». Le cinture erano realizzate con Semtex, «materiale altamente esplosivo di fabbricazione militare». Se avessero potuto azionarle, ha osservato Gharsalli, il bilancio delle vittime sarebbe stato ben più grave e l’esplosione avrebbe potuto provocare il crollo di una parte dell’edificio. Poi i miliziani sono entrati nel museo. Li sono rimasti uccisi «altri otto turisti».

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