Adolescenti e bambini tra i boia dell'ultima decapitazione firmata Isis. Nove minorenni, infatti, sono tra i protagonisti del video shock diffuso in rete dagli jihadisti dello Stato islamico dove vengono giustiziato otto soldati siriani sciiti. Immagini ancora una volta orribili ed efferate, che mostrano la spregiudicatezza dei terroristi nell'utilizzare i minori. Nel filmato, intitolato "Colpisci i loro colli" (Strike their necks), insieme ai boia che hanno materialmente decapitato i prigionieri, sono presenti anche dei ragazzini, parte attiva dell'uccisione. Quattro minuti e quindici secondi di puro terrore, precedute dal discorso di un miliziano che spiega il motivo del filmato in stile hollywoodiano, come sempre nella propaganda mediatica dello Stato islamico. Luci, set, colori e montaggio fanno da cornice ad ogni efferato delitto compiuto in nome di Allah. Nelle immagini i minori sono ripresi a volto scoperto, mentre accompagnano otto prigionieri, vestiti con la tunica arancione, dai boia incappucciati. Prima della decapitazioni le vittime appaiono in ginocchio e bendate mentre alle spalle, armati di fucile, sono schierati i giovanissimi jihadisti. La telecamera scorre sui volti di pietra dei baby killer, impassibili con le armi in mano alla stregua dei più avvezzi combattenti. Prima dell'esecuzione, poi, ad un bambino vestito di nero è affidato il compito di distribuire i coltelli ai boia. Qui le riprese più agghiaccianti e terribili, in cui il piccolo, presumibilmente di età non superiore ai 10 anni, passa davanti ad ognuno dei killer incappucciati e consegna, quasi sorridente e soddisfatto, il pugnale. A seguire, nei minuti finali del video, i boia decapitano i soldati, spingendoli per terra. Poi, in segno di vittoria, alzano le teste mozzate in aria, mentre si sovrappongono le immagini del sangue che scorre. Il set dell'ennesimo video, montato sapientemente, è un prato verde in aperta campagna, durante una giornata di sole. Sullo sfondo compaiono le bandiere nere del Califfato puntate per terra, quasi a delimitare il perimetro della scena. Tra i boia solo uno compare a volto scoperto. Vestito di nero e lunga barba come il Profeta, sgozza senza esitare la sua vittima davanti ai minori. Al combattente che introduce l'esecuzione, invece, è affidato il compito di spiegare chi sono i prigionieri e perché saranno a breve uccisi. Si tratta di soldati siriani, catturati nella provincia nord-occidentale di Hama. «Non dimenticheremo quello che il regime ha fatto negli anni '80 ad Hama e non dimenticheremo una goccia di sangue versato su quella terra benedetta. Ci vendicheremo», dice. Proprio nel 1982 la città fu teatro di una sanguinosa rivolta che costò la vita ad oltre 25 mila persone. Ad Hama, in prevalenza abitata da sunniti, i Fratelli musulmani organizzarono la rivolta contro Hafiz al Assad, padre dell'attuale presidente siriano, perché di religione alauita. La reazione del regime fu violenta, stroncando la rivolta con l'uccisione di migliaia di persone.
Il bambino che decapita i prigionieri
Anche un boia minorenne nell’ultimo filmato dell’Isis "Colpisci i loro colli". Distribuiscono coltelli e poi alzano le teste mozzate di otto soldati siriani LEGGI ANCHE Quei ragazzini alla scuola del terrore
