Non ci sono solo le grandi opere interminabili e mangia soldi. Lungo tutta la Penisola proliferano cantieri aperti che dovrebbero essere il volano per il rilancio dell’economia e la creazione di nuovi posti di lavoro ma che con il tempo diventano un onere per il bilancio dello Stato e appesantiscono il debito. La legge Obiettivo è l’ultimo esempio in ordine di tempo di come uno strumento nato per individuare poche e selezionate infrastrutture strategiche, si è trasformato in un serbatoio dei desiderata degli Enti locali; ognuno ha ottenuto di inserire nella lista la sua opera «prioritaria». Si tratta di realizzazioni costosissime ma scarsamente utilizzate. È il caso dell’alta velocità Torino-Milano che ha una capacità di 300 treni al giorno, ma se ne effettuano solo 24. Il Passante autostradale di Mestre ha una capacità di 120 mila veicoli giorno ma ne transitano solo 25mila. Malpensa ha una capacità di 40 milioni di passeggeri anno, ma ne transitano 18 milioni. Poi c’è la miriade di opere di minore impatto economico mai ultimate. Strade, parcheggi, caserme e palazzetti dello sport, ponti, biblioteche, musei, porti, cinema, eccetera, eccetera, eccetera. Secondo gli ultimi dati del ministero delle Infrastrutture che fotografano la situazione al 2013, nel nostro Paese ci sono ben 678 opere avviate e mai terminate, di cui 491 nemmeno fruibili. Per un totale di 2,6 miliardi di euro. Il primato spetta al Lazio, con 82 opere avviate e mai finite, di cui quasi la metà non utilizzabili. Ecco qualche esempio. Per la ristrutturazione di 80 alloggi nella zona Tiburtina, sono stati impiegati 4,5 milioni di euro. L’opera è completata al 90%. Poco meno, 4 milioni, sono i soldi spesi per il nodo ferroviario di Frosinone, con un avanzamento dei lavori all’87%. Sono invece 78 i milioni impiegati per la strada regionale dei Monti Lepini, più 13 per l’ultimazione dei lavori fermi al 50%. Altri 8 milioni, a Ciampino, per il risanamento del fosso Patatona, non fruibile e ultimato al 74%, mentre per la realizzazione dello scolmatore del Fiume Liri, 64 milioni di euro, più 38 per finire i lavori (fermi al 39% del totale) e senza la fruibilità dell’opera. Infine, per 42 alloggi a Tor Vergata, la spesa è di 21 milioni, più 3 per l’ultimazione dei lavori. Secondo i dati pubblicati da Itaca, l’Istituto per l’innovazione e la trasparenza negli appalti, nel Lazio l’importo totale per questo tipo di interventi è di oltre 186 milioni di euro, a cui se ne aggiungono altri 62 come oneri per ultimazione dei lavori. Cifre da record si hanno in Sicilia. Per le opere in itinere nell’isola, infatti, la somma impiegata, secondo Itaca, è di oltre 339 milioni di euro, più 221 per il completamento dei lavori. Non fanno eccezione le regioni «rosse». Ammontano a 132 milioni i finanziamenti per le opere in itinere in Toscana.
Ecco a voi tutti i cantieri infiniti
Sono 82 le opere nel Lazio mai ultimate (quasi la metà non sono utilizzabili) Strade, case, parcheggi, ponti, musei. In Italia oltre 600 i lavori incompiuti
