Tra i punti qualificanti della due giorni dell'Ergife ci saranno anche le strategie di contrasto al terrorismo. A tal proposito, verrà presentato il Patto antiterrorismo del Gruppo Ppe. Si tratta di un documento molto articolato, che si rivolge sia alla Commissione che agli Stati Membri. Il testo abbraccia tutti gli aspetti, dalla prevenzione alla lotta ai foreign fighters, della lotta ai gruppi fondamentalisti che hanno messo il Continente nel mirino. Fino al sostegno rivolto a quanti subiscono gli effetti di azioni violente. A questo proposito il Patto esorta gli Stati membri «a garantire la piena attuazione della direttiva sui diritti delle vittime, affinchè queste possano godere di un sostegno finanziario di assistenza e aiuto psicologico nel corso delle procedure legali». Particolare importanza, poi, è data all'aspetto del web, efficace strumento di proselitismo che bersaglia soprattutto i più giovani. Il terrorismo, infatti, parla il linguaggio dei social network, veicolandosi all'interno di esso con una miriade di account. Sull'argomento, dunque, il Ppe invita gli Stati Membri e la Commissione a «rafforzare la cooperazione con le imprese di Internet e con le piattaforme dei social affinchè limitino l'accesso a materiale terroristico online e rimuovano la propaganda terroristica presente in rete, garantendo al contempo il rispetto dei diritti fondamentali, in particolare della privacy e della protezione dei dati. Bisogna rendere le imprese di internet consapevoli delle loro responsabilità nella divulgazione di contenuti che incentivano il terrorismo». Altro punto importante, Schengen. I trattati che sanciscono il diritto di libera circolazione delle persone sono stati al centro del dibattito negli scorsi mesi a livello europeo, con la destra lepenista in Francia e la Lega in Italia che ne caldeggiavano la sospensione. Proposte che il gruppo Ppe nel Patto antiterrorismo respinge. «Incoraggiamo piuttosto gli Stati membri a un'applicazione più rigorosa delle norme vigenti, che già prevedono la possibilità di introdurre temporaneamente controlli dei documenti, a potenziare l'uso dei documenti biometrici e i sistemi di riconoscimento facciale». Per quanto riguarda invece la cooperazione con i Paesi terzi, da un lato si osservano «le prevalenti debolezze che hanno caratterizzato la passata cooperazione antiterrorismo con aree e paesi quali i Balcani occidentali, la Turchia, i paesi del Golfo e altri paesi arabi». Dall'altro, però, si richiama all'unità degli sforzi per la lotta alla radicalizzazione, al fine di «tracciare i finanziamenti del terrorismo e sviluppare una nuova attitudine contro il fondamentalismo islamico».
Patto antiterrorismo per difendere l’Europa
Il testo abbraccia tutti gli aspetti, dalla prevenzione alla lotta ai foreign fighters, della lotta ai gruppi fondamentalisti che hanno messo il Continente nel mirino
