Politica

Riforma Rai, ok del Governo al ddl

Cda composto da 7 membri, 2 nominati dal governo. Resta la commissione di Vigilanza parlamentare. Renzi: "No decreto". Ok alla riorganizzazione del Ministero della Giustizia SCHEDA Ecco i punti

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge sulla Rai che contiene una delega per la revisione del meccanismo del canone. Il tutto mentre la Consob sospende l'Opa di Ei Towers su Ray Way. L'attuale sistema di governance verrà sostituito da un Consiglio di amministrazione composto da sette membri, e non più dai nove attuali, di cui quattro scelti dal Parlamento, due dal Ministero dell'Economia, e uno dai dipendenti. Il governo, sempre per mezzo del Ministero dell'Economia, indicherà un amministratore delegato con pieni poteri.   "Amministratore delegato con poteri rafforzati". "Un amministratore delegato Rai, scelto e definito, che riceve un mandato e se non riesce a portarlo a casa ne paga le conseguenze", lo ha descritto il presidente del Consiglio Matteo Renzi in conferenza stampa. "Se la maggioranza politica avesse voluto mettere le mani sulla Rai, sarebbe bastato stare fermi, grazie alla Gasparri che le dà la possibilità di nominare il consiglio di amministrazione", ha aggiunto il premier che, poi, ha anche escluso il ricorso alla decretazione di urgenza: l'obiettivo rimane quello di approvare la riforma in Parlamento entro giugno, quando dovrà essere rinnovato il cda. "Non faremo il decreto, il Parlamento è sovrano e c'è tutto il tempo per legiferare. Da qui al mese di luglio: è il tempo necessario per evitare che il rinnovo" del consiglio di amministrazione Rai, "si svolga con la procedura attuale. Sono quattro mesi". A questo proposito, Renzi ha anche rivendicato per l'esecutivo il record di "essere il governo che ha fatto meno ricorso ai decreti d'urgenza degli ultimi quattro" che si sono avvicendati a Palazzo Chigi e di voler "mantenere questo record".   Delega su canone. Confessando di venire "da una cultura che vorrebbe il superamento definitivo del canone", Renzi ha sottolineato le difficoltà di arrivare a un simile obiettivo e assicurato che il governo sta studiando" la strada migliore per sconfiggere "un'evasione fiscale indecente". Sul canone "c'è una delega al governo che affronterà la questione", ha confermato il viceministro Antonello Giacomelli."Non so se sono della scuola del presidente sul superamento del canone, ma partecipero' all'approfondimento del governo", ha concluso Giacomelli.   I partiti e le correnti fuori dalla gestione dell'azienda. La riforma consente di mettere fuori i partiti e le correnti politiche dalla gestione dell'azienda. Di dare uno stop a quella gestione opprimente dei partiti per liberare la Rai e darle un futuro. Renzi nel corso della conferenza stampa conclude: "Chi gestisce l'azienda, una persona scelta dal cda, non deve prendere decisioni sempre e costantemente tenendo conto degli equilibri politici".   "Giustizia ritardata, giustizia negata". Su questo tema Barbuto si chiede: "Quanto è vecchio il nostro arretrato?" Arriva subito al punto. Il destino della giustizia nel nostro Paese, della buona giustizia, è segnato. Le slide danno una mano, ma il nocciolo della quesione è chiaro: i processi e i lavori al loro interno vanno accelerati. Viene presentato quanto approvato. Il ministero della Giustizia va riorganizzato e non è che i tempi siano lunghi perché i nostri giudici sono imbranati (afferma Renzi), ma perché è l'organizzazione degli uffici ad essere malandato. "Si interviene su una delle carenze storiche che noi abbiamo. Stiamo facendo un lavoro straordinario, oggi la riorganizzazione del ministero passa dal libro dei sogni alla realtà", afferma il premier. Poi la palla passa a Orlando. "È una lotta alle storture italiane per smaltire l'arretrato civile. Con la riorganizzazione del ministero della Giustizia si otterrà un "risparmio annuo di 64 milioni di euro". Si punta a responsabilizzare il capo dell'ufficio. "Oggi, intanto, si chiude il bando della mobilità: 1.031 persone passeranno dalla Province alle Cancellerie". Sarà la più grande iniezione di forze nel sistema. "Questo è il governo che più sta lavorando alla riorganizzazione del sistema giudiziario", conclude Orlando.   Ecco i punti riforma della Rai e del servizio pubblico radiotelevisivo   - Consiglio di Amministrazione Il Consiglio di Amministrazione è composto da 7 membri anziché 9: la nomina del presidente del Consiglio di amministrazione è effettuata dal consiglio di amministrazione medesimo nell'ambito dei suoi membri. L'elezione del Consiglio di amministrazione avviene sulla base di una lista composta da 4 membri eletti dal Parlamento, ovvero due eletti dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica con voto limitato, 2 membri di nomina governativa designati dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell'Economia e delle Finanze e un membro designato dall'assemblea dei dipendenti. Il Consiglio di amministrazione, oltre ai compiti attribuiti dallo statuto e dalla legge, approva il piano industriale, il piano editoriale, il preventivo di spesa annuale, gli investimenti superiori a 10 milioni di euro - Amministratore delegato L'amministratore delegato, che non è dipendente Rai e rimane in carica per 3 anni, viene nominato dal Consiglio di amministrazione. Tra i suoi compiti: risponde della gestione aziendale, assicura coerenza nella programmazione con la linea editoriale, firma atti e contratti, propone all'approvazione del consiglio di amministrazione i piani annuali, attua il piano investimenti, piano finanziario, piani del personale, di ristrutturazione, i progetti specifici approvati dal Consiglio di amministrazione. L'amministratore delegato definisce criteri e modalità di reclutamento del personale nel rispetto della disciplina relativa alle società a totale partecipazione pubblica - Commissione Vigilanza Restano ferme le funzioni di indirizzo generale e di vigilanza della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Il Consiglio di amministrazione Rai riferisce annualmente alla medesima commissione - Delega al Governo Altri temi sono delegati al Governo entro un anno dall'entrata in vigore della legge, quali la revisione della normativa in materia di canone, l'efficientamento del sistema del finanziamento pubblico.

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