Forza Italia in crisi cerca la svolta: tra dissidi interni e voglia di rinascita tutti gli occhi sono puntati sul Cav che, dal fatidico otto marzo, appare latitante. Ma è solo una fase di «ricarica» in attesa di sferrare il colpo da gladiatore alle regionali e dopo (ma solo dopo) rifondare il partito. E per questa missione la figura-chiave è lei: Mara Carfagna, l’unica che, in questo momento, riesce a parlare con tutti, fittiani compresi. E proprio per questo è in corsa per un ruolo centrale: coordinatrice nazionale o capogruppo. L’altro giorno la Carfagna si è dimessa da coordinatore provinciale di Salerno (lettera consegnata mercoledì sera al coordinatore regionale di Fi, Domenico De Siano), con l’intenzione di rafforzare il suo ruolo, oltre che a livello locale, a quello nazionale. E questo servirà a Forza Italia attualmente sbriciolata tra «fittiani», «verdiniani» e «brunettiani» che ruotano attorno al famoso Cerchio magico, per tornare a trovare un equilibrio interno. Mara Carfagna, paladina dei diritti civili, una che porta sempre una ventata di modernità, ha un canale aperto con tutti. Beninteso non fa da paciere, non ne ha la vocazione, ma piuttosto cerca una sintesi. Comunque nulla si muoverà fino alle regionali. Su possibili accordi e alleanze il discorso è ancora (relativamente) aperto. Gli occhi di tutti sono puntati sui di lui, Silvio Berlusconi, il deus ex machina, l’uomo-partito. Parecchi si attendevano una partenza bruciante, tipo dragster, dopo la luce verde dell’otto marzo. E quegli stessi oggi si comandano cosa stia facendo il loro leader. «Si mette in forma», rispondono loro quelli che Berlusconi lo conoscono bene. Aveva messo su qualche chiletto di troppo, non si sentiva a posto e, secondo quello che ormai appare come un rituale consolidato, sta dedicando questi giorni al fisico e alla concentrazione. E gli servirà essere in forma perché in molti vogliono che il nodo delle regionali-amministrative venga risolto con un colpo da gladiatore, anzi da Alessandro il Macedone, correndo da soli. Fatte salve soluzioni alternative qua e là, il Cav invece di lasciarsi incartare nei veti incrociati Lega-Ncd, potrebbe decidere di fare da sé. E per questo oggi si parla di discesa in campo del Cerchio magico, con diverse candidature (Toti in Liguria e Bergamini in Toscana), che porterebbero alla «quadratura» del famoso Cerchio magico, cercando di riportare armonia all’interno del partito, anche perché tutti sembrano avere voglia di tutto. Tranne che di scissioni. Così una situazione emblematica diventa quella per le candidature a sindaco di Milano, corsa nella quale Matteo Salvini appare il favorito, ma pochi sembrano voler saltare sul carro del vincitore, men che meno quelli di FI. C’è disorientamento sui nomi, ma non sui metodi. Le primarie «possono essere uno strumento», ma in Forza Italia a Milano si esclude una lista insieme a Ncd. Per il partito coordinato a Milano da Nicolò Mardegan, il candidato resterebbe l’ex ministro Maurizio Lupi, su cui Forza Italia non porrebbe il veto. Il partito guidato da Silvio Berlusconi potrebbe puntare, però, anche sulla coordinatrice regionale di Fi Mariastella Gelmini oppure sul coordinatore cittadino Giulio Gallera. In Lombardia, nei corridoi del partito, si dice che «quando avevamo il 30% c’era la fila, ora è difficile trovare chi voglia metterci la faccia». Ma comunque la voglia di correre da soli, con orgoglio, è tanta. Un segnale importante sulla rotta del partito arriverà domani, all’Hotel Ergife di Roma parte la convention di Fi: «Roma, l’Italia, l’Europa che vogliamo». Un’occasione per parlare di economia, emergenze, politica interna e estera voluta e promossa da Antonio Tajani, vicepresidente del Ppe e primo vicepresidente del Parlamento europeo. Il via alle 15 con interventi e dibattiti fino a domenica mattina, con il discorso conclusivo di Silvio Berlusconi, alle 12,30. Nel corso del pomeriggio domani sono previsti gli interventi del segretario generale del Partito popolare europeo Antonio Lopez Isturiz e del sindaco della città di Madrid Ana Maria Botella Serrano, oltre che di numerosi esponenti di Forza Italia: da Maria Stella Gelmini a Giovanni Toti, da Deborah Bergamini ad Alessandra Mussolini. Attesissimo il Cav, di persona, alla prima uscita pubblica romana «riabilitato» dopo i servizi sociali a Cesano Boscone.
Il Cav si mette a dieta per tornare in piazza
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