Politica

Il trucco della variante per far lievitare il conto

A rivelare l’inganno le telefonate intercettate. Serviva a compensare il ribasso di un appalto

Sono le varianti e le riserve a far lievitare le spese per le opere pubbliche. È successo con la metro C e anche con la B1. Il costo della tratta Bologna-Conca d’Oro, secondo l’Anac, è aumentato di oltre 51 milioni per oneri aggiuntivi e di altri 22 milioni riconosciuti da Roma Metropolitane (stazione appaltante) come premio di accelerazione dei lavori, che ha poi concesso una proroga sulla consegna dell’opera. A rivelare il trucco sono le telefonate intercettate durante l'inchiesta Tav. Conversazioni confluite nel fascicolo aperto dai pm di Firenze sul «Sistema” corruttivo che girava attorno agli appalti per le Grandi opere. Il trucco delle «varianti migliorative» si evince da una telefonata, intercettata nel marzo 2013, tra Stefano Perotti (uno dei quattro arrestati), e Pierluigi Martelli: «Io c'avevo un finanziamento certo con il ribasso ho fatto 80... – spiega Martelli – ho chiesto un miglioramento faccio 101, quell'1 mi viene compensato dal tempo dal miglioramento del progetto». Ovvero per compensare l’eccessivo ribasso di un appalto si apportano modifiche «migliorative» e il costo aumenta. «A proposito delle cosiddette varianti migliorative utilizzate strumentalmente per giustificare la abnorme lievitazione degli importi dei lavori pubblici – si legge in un'informativa a disposizione dei pm toscani - esemplificativo è lo stralcio di un’intercettazione ambientale». È il 20 dicembre del 2012, seduta a un tavolo dell'Osteria St. Ana, a Roma, c’è Maria Rita Lorenzetti, all’epoca presidente della Italferr spa ed ex governatore dell’Umbria in quota Pd. Al suo fianco siedono alcuni membri dell'Autorità di vigilanza sugli appalti pubblici: Lorenza Ponzone, Piero Calandra e Alessandro Calandra. C'è anche l'ingegner Coletta. Secondo gli inquirenti potrebbe trattarsi di «Mauro Coletta, capo dell’Ispettorato vigilanza concessioni autostradali dell’Anas». Non è escluso tuttavia che ci si possa riferire ad Alessandro Coletta, ex componente Anac coinvolto come altri commensali nell’inchiesta Tav. «Coletta – riferiscono i Ros – racconta con soddisfazione di come abbia risolto una vicenda complicata con l’uso strumentale della "variante migliorativa"». «Il progetto da piazza Bologna a Conca d’Oro – spiega l'ingegnere - lo fa l’allora... prima che facesse il ministro...come si chiama? Lunardi che fa la galleria con la tecnica del congelamento dei terreni che è una tecnica che esiste nei paesi evoluti ma che noiàcioè la Salini non sapeva manco l’esistenza della tecnica, quindi quando si è trovato..ha vinto...Roma Metropolitane..la Salini..dicevano: «E chi la fa questa cosa? non l’abbiamo mai fatta (...) è una tecnica per cui che facciamo? addebitiamo a Lunardi l’errore di progettazione? Non è possibile...utilizziamo una norma del codice che consente di aggirare la situazione... per cui si aggira la situazione e si dice "eh! ma noi economizziamo 8 milioni"». Il modo di aggirare la situazione si chiama appunto «variante migliorativa». I commensali ricordano come avevano scoperto questo trucco. La Ponzone: «Quella che c’eravamo inventati con Corsini (Marco, ex assessore all'urbanistica di Roma, ndr) era andato in America e aveva scoperto...». Coletta però «ci tiene ad assumersi il merito completo dell’invenzione tecnico-giuridica»: «Veramente l’avevo scoperta io».

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