C aro senatore Vito Crimi, le scrivo questa lettera aperta perchè ho letto la sua presa di posizione su Facebook in merito ai numeri identificativi. Un post dove lei porta a supporto della sua tesi un video. Ebbene, la pubblicazione di quel video dimostra che abbiamo ragione noi a sostenere che non servono, nel 2015, i codici alfanumerici sulle divise di poliziotti e carabinieri, ma occorrono telecamere sui nostri berretti e sulle nostre giacche per certificare ogni respiro, ogni azione, ogni comportamento. Le polizie europee hanno introdotto i codici 20 o 30 anni fa e oggi in molte nazioni è in corso un ripensamento, proprio in virtù dell’uso delle nuove tecnologie. Da tre anni in Italia, come Sap, abbiamo lanciato l’iniziativa Spy Pen e dal 2014 anche il Dipartimento della pubblica sicurezza ha avviato una sperimentazione in tal senso. Si chieda, piuttosto, perché noi pretendiamo le telecamere e molti mascalzoni che turbano le manifestazioni pacifiche sono contrari e, anzi, spingono per «schedare» tutti i poliziotti. Lo sa, caro Crimi, che con i numeretti saremo messi alla berlina sui social network, che sarà possibile arrivare a scoprire le nostre identità, mettendo a rischio anche famiglie e affetti? Lo sa che con gli alfanumerici arriveranno migliaia di false denunce contro gli agenti, che intaseranno i tribunali, facendo partire ingiusti provvedimenti disciplinari verso il personale in divisa? Vogliamo telecamere, vogliamo essere sottoposti ai Raggi X, vogliamo trasparenza per noi e per chi manifesta. È chiedere troppo? La donna incinta che a Milano, durante gli sgomberi, ha accusato la polizia di averla manganellata, facendole perdere il bambino, oggi è indagata per calunnia. Il procedimento contro i poliziotti accusati di offese e palpeggiamenti in Valdisusa da una ragazza No Tav che aveva falsamente accusato i miei colleghi, è stato archiviato solo dopo mesi. Questi casi - due esempi tra i tanti - non sarebbero esistiti se avessimo avuto le telecamere. Lei, caro Crimi, è in buona fede. Lo sappiamo. Ascolti la voce di chi ha un solo scopo: quello di tutelare e difendere la verità, la giustizia e la democrazia.
Ecco perché dico no ai numeri sui caschi
Caro senatore Vito Crimi, le scrivo questa lettera aperta perchè ho letto la sua presa di posizione su Facebook in merito ai numeri identificativi. Un post dove lei porta a supporto della sua tesi...