Politica

«Ci tirano di tutto e noi non reagiamo»

Provate voi a stare lì, calmi, il casco in testa, le protezioni alle gambe, lo scudo e a volte anche il corpetto antiproiettile che pesa come una tuta da palombaro, mentre un ragazzino di diciotto...

Provate voi a stare lì, calmi, il casco in testa, le protezioni alle gambe, lo scudo e a volte anche il corpetto antiproiettile che pesa come una tuta da palombaro, mentre un ragazzino di diciotto anni ti insulta, ti sputa addosso, ti lancia di tutto e non sa neanche chi sei, da dove vieni, come sei arrivato a indossare la divisa da poliziotto. Ignora che, magari, su certe cose la pensi come lui e che non vuoi fargli male, non cerchi lo scontro. Stai lì perché è tuo dovere, perché è il tuo lavoro. Sono stato nei cantieri del’Alta Velocità in Val di Susa, contro cui "straparla" Erri De Luca, e ci ho «rimediato due costole incrinate da un razzo tracciante lanciato da un No Tav. Le parolacce si sprecano. Se la pigliano con tua madre, ti dicono che sei un servo dello Stato, un venduto, un fascista, rispolverano vecchi slogan come "Ps-Ss" o "celerini assassini". E ti tirano di tutto. In Val di Susa sono organizzatissimi, conoscono il terreno e, stando in alto rispetto a noi e al cantiere, godono di una posizione favorevole. Ho visto arrivare grossi sassi lanciati con la catapulta, biglie d?acciaio sparate con le fionde e bombe-carta farcite con pezzi di vetro o bulloni: quando esplodono, i frammenti ti bucano la carne come pallottole. Ho soccorso un collega che aveva una coscia perforata e sembrava proprio il foro di un proiettile. Oppure ci mettono l’ammoniaca e le esalazioni ti fanno perdere i sensi, a meno che non hai avuto già la possibilità di metterti la maschera antigas. Per non parlare delle molotov, che non passano mai di moda. Certo, noi del Reparto Mobile siamo addestrati. Anche a non reagire. Innanzi tutto se ci staccassimo dal cordone di sicurezza, metteremmo in pericolo i colleghi. Noi funzioniamo un po’ come la testuggine romana o come gli spartani di 300, ognuno guarda le spalle all’altro, protegge ed è protetto dal collega che ha al fianco. Quindi sarebbe un errore anche tattico. E poi, malg rado gli insulti e le botte, nessuno di n oi si diverte a manganellare la gente. Non è quello il nostro obiett ivo. Caricare è l’estrema ratio. Ii manifestanti ci considerano nemici. Vorrei spiegare che, anche se p ortiamo la divisa, siamo esseri umani. Come loro.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.