Politica

Traffico di oro e diamanti dietro l’eccidio delle suore

Scenari inquietanti emergono dietro il massacro delle suore missionarie saveriane nel Burundi. Secondo un lavoro d’inchiesta di Radio Publique Africaine il 7 settembre 2014 le tre consorelle Olga...

Scenari inquietanti emergono dietro il massacro delle suore missionarie saveriane nel Burundi. Secondo un lavoro d’inchiesta di Radio Publique Africaine il 7 settembre 2014 le tre consorelle Olga Raschietti, Lucia Pulici e Bernardetta Boggian furono uccise nella loro casa di Bujumbura perché venute a conoscenza a di traffici illeciti di medicinali e minerali ed erano sul punto di denunciare la cosa. Le suore, inoltre, sapevano che dietro al business c’erano uomini di potere e dei servizi che ogni tanto si servivano dei veicoli della missione (che non vengono perquisiti) per trasportare la merce. Oltre alle medicine si tratta in particolare di oro, diamanti e altri minerali sfruttati illegalmente provenienti dal Congo, provincia del Sud Kivu. Per il triplice omicidio fu , dopo poche ore, fermato un malato psichiatrico. In realtà, come ha confermato a IlFattoQuotidiano.it il direttore di Radio Publique Africaine, Bob Rugurika, il vero mandante sarebbe il capo dei servizi segreti, Adolphe Nshimirimana, diventato inviato speciale del presidente della Repubblica, di cui è il braccio destro. Il giornalista è stato arrestato il 20 gennaio a seguito della messa in onda dell’inchiesta sulle suore e liberato in seguito grazie a una mobilitazione internazionale guidata principalmente da Stati Uniti e Unione Europea. In primo piano, l’on. Cécile Kyenge che insieme a altri stanno lavorando per far avanzare il dossier. «Penso che il governo italiano e la Chiesa cattolica siano imbarazzati da questo dossier - ha aggiunto Nshimirimana - L’Italia non è intervenuta ufficialmente forse perché a conoscenza di altre informazioni imbarazzanti ». Il triplo omicidio delle missionarie italiane avrebbe un legame diretto con l’uccisione dell’ex economo del centro giovanile saveriano Kamenge. Jérôme Ninteretse, 30 anni, fu trovato ucciso in casa sua il 7 maggio 2007 con la moglie incinta, Joëlle Bizimana, di 24 anni. «L’assassino è stato rilasciato dopo solo due o tre anni - ha detto Nshimirimana - ciò conferma che avesse il sostegno del potere».

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