Cento soldati americani da sgozzare «ovunque li troviate»: una nuova lista di condannati a morte. E' l'ennesimo scioccante appello dell'Isis inviato ai «lupi solitari» sparsi in tutto l'Occidente. La divisione di hacker dello Stato islamico è riuscita a penetrare nei server e nei database militari da cui ha prelevato tutte le informazioni personali delle forze armate statunitensi: indirizzi, foto e nomi. La black-list è stata poi pubblicata in Rete su uno dei tanti portali utilizzati per veicolare la propaganda. L'obiettivo è quello di fornire ai «lupi solitari» un elenco di «infedeli» da eliminare. Rivolgendosi ai «miscredenti in America», ai «crociati» che combattono lo Stato islamico, gli jihadisti annunciano: «Morirete»". Secondo quanto scritto nel documento si tratta di soldati che avrebbero partecipato ai bombardamenti in Siria, Iraq, Yemen, Korasan e Somalia. Ora, quindi, per i «fratelli» in America «ucciderli è un obbligo»". E proprio in virtù di questo imperativo, ricordando le parole del Profeta Maometto, gli hacker jihadisti invitano i lupi solitari ad agire. «Sappiamo che può essere difficile colpire questi miscredenti - si legge nel documento - per questo vi abbiamo reso il compito più semplice fornendovi i loro indirizzi». Insomma tutto quello che può agevolare la missione. A rendere ancora più inquietante il messaggio è il suggerimento che viene ancora dal documento in cui si suggerisce a lupi solitari e simpatizzanti della jihad, di sgozzare i soldati nella loro terra: «Decapitateli nelle loro case, pugnalateli a morte nelle loro strade che credono sicure. Tagliate la loro testa per salvarli e osservateli morire». L'orrore che si ripete, dunque. I terroristi dello Stato islamico si confermano assetati del sangue dei miscredenti. «Estraendo dall'enorme quantità di dati che abbiamo da diversi server e database, abbiamo deciso di diffondere 100 indirizzi in modo che i nostri fratelli in America possano fare i conti con voi - scrive sul sito una sedicente Hacking Division dell'Isis - ed ora che vi abbiamo reso le cose più facili dandovi gli indirizzi, l'unica cosa che dovere fare è il passo finale, che cosa state aspettando?». Non è la prima volta che gli hacker jihadisti riescono a violare i sistemi di sicurezza delle forze armate americane. A gennaio l'account Twitter del Comando centrale Usa per la regione mediorientale, Centcom, è stato sospeso dopo un attacco hacker da parte di simpatizzanti americani dell'Isis, che hanno inviato a nome del centro logistico statunitense otto tweet nell'arco di venti minuti minacciando i militari americani: «Attenzione soldati americani stiamo arrivando, siamo nei vostri computer, guardatevi le spalle. Vi conosciamo e conosciamo le vostre mogli e i vostri bambini». Gli hacker hanno pubblicato nei diversi tweet alcuni documenti militari interni del ministero della Difesa e i numeri di telefono e gli indirizzi di diversi ufficiali. «Il Cybercaliffato e la Cyberjihad continuano», si legge in un tweet. Secondo quanto riferito dal quotidiano New York Times sia il Pentagono che l'Fbi sarebbero al corrente di queste nuove minacce. Le indagini sono in corso anche se si ritiene che le informazioni sui militari non siano state ottenute violando solo i sistemi informatici governativi. Gli investigatori sostengono che la maggior parte delle informazioni possano essere stata rinvenute sui siti di ricerca di indirizzi e sui social media. I nomi sarebbero stati estratti dai rapporti diffusi al pubblico dei militari concernenti le operazioni anti-terrorismo. Nella lista, infatti, secondo il Pentagono sarebbero inseriti anche i nomi di militari di stanza negli Stati Uniti o altrove, che non hanno avuto niente a che fare con la campagna anti-Isis avviata la scorsa estate. Come per esempio equipaggi di B-52 di stanza in Louisiana o North Dakota. Nella lista vi sono anche diverse donne, ma i loro volti sono oscurati. Una delle foto appare essere stata scattata durante un incontro tra il presidente Obama e i militari.
L’Isis: "Cento soldati Usa da sgozzare"
Apparso in Rete l’agghiacciante appello rivolto ai lupi solitari dell’Occidente. Fornita la black list con nomi e indirizzi di militari reduci da Iraq e Somalia
