Politica

Viminale: "Rischio di atti emulativi"

Una circolare dell’Interno alza al massimo il livello di sicurezza. A Genova e a Torino i passeggeri Costa: "È stato un inferno"

Le indiscrezioni sulla circolare del Viminale del «dopo Tunisi» si hanno alla fine di una giornata di cordoglio e sgomento per il rientro a Torino dei dipendenti comunali presi in ostaggio al museo Bardo mercoledì a Tunisi. Una comunità sotto choc che domani accoglierà le vittime dell’attentato. Chiara la circolare del ministero: «Non potendosi escludere - si legge nel documento - che si possano determinare azioni improntate all’illegalità, anche a carattere emulativo» si invitano prefetti e questori «a voler sensibilizzare ulteriormente le misure di vigilanza e sicurezza a protezione di obiettivi diplomatico-consolari, con particolare riguardo a quelli tunisini, a sedi istituzionali e ad ogni altro sito che si ritiene esposto a rischio». A preoccupare anche le prevedibili prossime ondate di arrivi di immigrati, i dati Eurostat indicano un aumento vertiginoso del 143% delle richieste di asilo politico, «dati impressionati», si commenta nei corridoi del Viminale «che potrebbero replicarsi nel 2015». Una situazione, quella dell’immigrazione e del terrorismo che rischia, come accaduto per la Libia, di andare fuori controllo. A lanciare l’allarme il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: «Il rischio, molto ovvio, è che Tunisi sia il prossimo passo per le attività e le violenze degli attivisti dello Stato islamico», ha detto in conferenza stampa al termine del vertice europeo. Tusk ha detto anche che la Ue deve «offrire tutte le possibilità al governo di Tunisi, Paese che ha dichiarato di «non aver dubbi sia una delle più promettenti democrazie della regione». Intanto le autorità tunisine hanno arrestato il padre, i due fratelli e la sorella di uno degli attentatori, mentre gli inquirenti stanno ancora indagando sulla dinamica dei fatti. Grave la denuncia del vicepresidente dell’Assemblea tunisina, Abdelfattah Mourou: «Quando gli attentatori hanno attaccato i turisti e li hanno presi in ostaggio nel museo non c’erano agenti di polizia - ha accusato - ho scoperto che c’erano solo quattro poliziotti assegnati alla sicurezza dell’edificio del Parlamento, due dei quali erano a prendere il caffè, il terzo stava facendo uno spuntino e il quarto non si era alzato». Se da parte del ministero dell’Interno è arrivato un "no comment", il presidente Beji Caid Essebsi ha elogiato la pronta reazione delle forze di sicurezza che «hanno impedito una catastrofe». Una catastrofe che ha colpito quattro italiani, le cui salme, ha annunciato il ministro Gentiloni, arriveranno oggi a Roma. Una catastrofe che rimmarrà scolpita negli occhi di chi è riuscito a sopravvivere, come ha raccontato l’imprenditore di Varese, Primo Roncolato arrivato ieri a Genova: «Ero fuori dal museo. Ho sentito gli spari, ho visto elicotteri e ambulanze, furgoni blindati, uomini con i mitra. Era un inferno». Chiarito invece il mistero di una famiglia parlemitana data per «scomparsa» da una cugina che non vedendo i familiari uscire dal volo charter che ha riportato a casa molti dei passeggeri Costa. È stata poi la compagnia di navigazione a rassicurare parenti e Farnesina: la famiglia ha infatti deciso di continuare la crociera.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.