La minoranza dem si è data appuntamento all'Acquario di Roma: una convention alla quale erano presenti, fra gli altri, Pier Luigi Bersani, Gianni Cuperlo, Stefano Fassina, Pippo Civati, il renziano Ernesto Carbone e anche esponenti di Sel. La sferzata è arrivata con Massimo D'Alema che al premier-segretario del Pd non ha risparmiato critiche pesanti. Un'accusa su tutte: "Matteo Renzi - dice senza in realtà nominarlo - gestisce il partito con arroganza". Parole che suonano come una scure e che che fanno divampare subito la polemica. Mentre l’ex segretario Bersani le definisce "sacrosante: nel Pd c’è molta gente in sofferenza e disagio", il presidente del partito Matteo Orfini, renziano, replica via Twitter: "Toni degni di una rissa da bar. Così si offende la nostra comunità". Dispiace che dirigenti importanti per la storia della sinistra usino toni degni di una rissa da bar. Così si offende la nostra comunità. — orfini (@orfini) 21 Marzo 2015 D'Alema: Renzi? Arrogante. L'intervento di D'Alema è durissimo contro Renzi. Prima sottolinea che gli iscritti, circa 150mila, sono ormai ridotti a un quarto di quelli che contavano i Ds e che ora il Pd è "un partito a forte componente personale e anche con un certo carico di arroganza". Poi accusa la gestione Renzi di aver trasformato il partito nella "più grande macchina redistributrice del potere, che ne fa la più grande forza di attrazione del trasformismo italiano". E dopo aver spiegato che gli ultimatum non servono, e che bisogna dare dei "colpi quando necessario" conclude invitando la minoranza lì riunita a creare "una grande associazione per il rinnovamento e la rinascita della sinistra" che vada oltre i confini del partito. L'intervento viene interrotto dagli applausi più volte. E subito dopo in molti escono dalla sala per confrontarsi sul suo appello. Associazione per rinascita. Il messaggio a chi non si riconosce nel Pd renziano è diretto e senza troppi fronzoli: "Condivido l’idea di dare battaglia dentro il Pd - spiega D’Alema - ma noi non dobbiamo fare gli iscritti alle correnti ma unirci per creare una grande associazione per il rinnovamento e la rinascita della sinistra che non sia un nuovo partito politico ma offra uno spazio di partecipazione". Creare una vasta associazione di rinascita della sinistra, a partire dal Pd: è questa la proposta lanciata durante la convention della minoranza dem. "Io penso - sostiene D’Alema - che dobbiamo trovare un nuovo modello organizzativo anche per quello che riguarda i tesseramenti. Non tessere degli iscritti alle correnti del Pd. Per favore, no. Ma creare una vasta associazione di rinascita della sinistra che non sia un nuovo partito politico, ma uno spazio di partecipazione per tante persone". Spettro della scissione. In sala torna il solito spettro della scissione. Il capogruppo alla Camera Roberto Speranza mette subito messo le mani avanti, scandendo: "mi sono stancato ogni volta di sentirmi mettere un microfono davanti dai giornalisti che mi chiedono se facciamo la scissione. No, no, no. Nessuna scissione". Ma non basta: "Io non parlo di scissione, ma i miei elettori delle primarie se ne stanno andando tutti", gli ha risposto Civati. E se Stefano Fassina chiarisce che "non vogliamo battezzare un correntone antiRenzi", Rosi Bindi sottolinea che questo è "un governo che non fa cose di sinistra", annunciando il suo voto contrario sulla legge elettorale. "C'è bisogno che non continuiamo a essere vassalli. Io non faccio la guerra al Governo, faccio una battaglia al mio segretario", chiarisce Ileana Argentin. Più morbidi i toni di Pier Luigi Bersani, che si limita a sottolineare, facendo un ragionamento di più medio periodo sul decisionismo del leader, che è "inaccettabile l'idea che si decide di più se si ragiona di meno". Filo conduttore di tutti gli interventi la necessità di intercettare il grande popolo della sinistra, disaffezionato da tempo a questo partito, soprattutto - è la tesi - a causa del leader. "La politica oggi è a Bologna, con don Ciotti", riassume Corradino Mineo. Alla fine della giornata, il confronto si scioglie tra abbracci, strette di mano, e qualche chiacchiera nel curatissimo giardinetto che si trova davanti alla Casa della cultura. Ora inizia la parte difficile: recuperare l'elettorato. E per farlo servirà qualche "palazzetto" perché "non siamo dei leopoldi noi", ha spiegato Bersani. Guerini all'attacco: "Renzi ha stravinto". A rispondere a D'Alema ci pensa il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini che con un tweet rivendica la vittoria del premier. "Renzi ha stravinto il congresso - scrive - ed ha portato il Pd al 41% per cambiare l'Italia dove altri non sono riusciti, qualcuno se ne faccia una ragione". Renzi ha stravinto il congresso e portato il pd al 41% per cambiare l'Italia dove altri non sono riusciti, qualcuno se ne faccia una ragione — Lorenzo Guerini (@guerini_lorenzo) 21 Marzo 2015
D'Alema contro Renzi. Guerini: "Ha stravinto, accettatelo"
Affondo dell'ex premier alla convention: "Partito gestito con arroganza". Poi la proposta: "Associazione per la rinascita della sinistra". Il vicesegretario del Pd risponde su Twitter. Anche Orfini attacca: "Toni da rissa al bar"
