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Expo Milano e Giubileo, i nuovi sistemi di sicurezza «capillare»

Il terrorismo di matrice islamica potrebbe trovare nel Giubileo di fine anno e nell'Expo di Milano l'occasione per provocare attacchi anche in Italia. Occorre adottare misure opportune per...

Il terrorismo di matrice islamica potrebbe trovare nel Giubileo di fine anno e nell'Expo di Milano l'occasione per provocare attacchi anche in Italia. Occorre adottare misure opportune per scongiurare questa eventualità. È quanto sostiene Carlo Biffani, esperto di sicurezza, direttore generale di Security Consulting Group, secondo cui «dopo gli sky marshall, cioè le guardie armate sugli aerei, che da noi sono rimasti lettera morta, non sarebbe sbagliato immaginare figure come quelle dei bus marshall, addetti alla sicurezza nei mezzi di trasporto con maggiori probabilità di essere scelti come obiettivi dai terroristi». «Per quanto riguarda Tunisi - dichiara Biffani - bisogna capire quanto l'attacco ci riguardi direttamente. È vero che quotidianamente arrivano a Tunisi centinaia se non migliaia di italiani, ma bisognerà comprendere se questo sia stato o meno un fattore decisivo nella scelta fatta dai terroristi. Catturare elementi che hanno partecipato alla pianificazione e realizzazione della azione, può essere decisivo da questo punto di vista, così come analizzare attentamente le rivendicazioni. Comunque - avverte Biffani - resta il fatto che ci prepariamo a ricevere a breve i milioni di visitatori dell'Expo e la moltitudine di fedeli del Giubileo Straordinario. Comprendere al più presto quale possa essere la lezione da imparare è il primo, irrinunciabile obiettivo». «Per fare qualcosa di mai visto e di davvero efferato - precisa l'esperto - non c'è bisogno di agire in piazza S. Pietro. Alla messa, in Italia, nelle parrocchie e nelle chiese di paese, partecipano centinaia di persone. Concentriamoci sulle modalità di azione e di attacco di gruppi collegati alla galassia del Jihad come Boko Haram e capiremo meglio come difenderci». Secondo Biffani, «bisognerebbe iniziare a immaginare un sistema di difesa capillare dei mezzi di trasporto. Dopo gli sky marshall, cioè le guardie armate sugli aerei, che da noi sono restati lettera morta, non sarebbe sbagliato immaginare figure come quelle dei bus marshall, addetti alla sicurezza nei mezzi di trasporto con maggiori probabilità di essere scelti come obiettivi dai terroristi. I "soft target" come i cittadini inermi rappresentano la prima scelta per questa generazione di terroristi. Costringerli a fare i conti con l'idea di una reazione a fuoco severa, determinata e adeguata, in caso di attacco, li costringerebbe a un approccio diverso».

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