Politica

Dimissioni Lupi: la Lega non sarà in Aula

Renzi sull'abbandono del ministro: "Scelta saggia". Ncd potrebbe invece compensare l'uscita del ministro dal governo con un altro ministero

La Lega non sarà in Aula tra poco quando il ministro Lupi riferirà sul caso degli appalti e mazzette sulle grandi opere che ha visto l'arresto dell'ex dirigente del ministero dei Trasporti Ercole Incalza e che ha coinvolto anche il ministro stesso con intercettazioni che hanno riguardato il figlio Luca per il quale Lupi avrebbe chiesto un lavoro.Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega Nord a Montecitorio è categorico: "La Lega Nord non parteciperà oggi all'informativa del ministro Lupi alla Camera. È inaccettabile che abbia scelto una trasmissione televisiva e non l'aula parlamentare per annuncio delle sue dimissioni". E il premier Renzi intanto ha mostrato apprezzamento per il passo indietro di Lupi: "La scelta di Maurizio è una scelta saggia, per sè, per Ncd, per il governo". Anche il presidente della Regione Roberto Maroni ha commentato le dimissioni del ministro a margine della 'Giornata regionale dell'impegno contro le mafie al Pirellone: "Quella di Lupi è stata una decisione personale di cui prendo atto. Spero - ha concluso - che venga sostituito con un ministro che rappresenti il Nord e sia espressione di questi territori come lo era Lupi". Intanto, poco prima dell'ufficializzazione del passo indietro, si fanno già alcuni nomi per la successione all'esponente di Ncd. Su tutti, circola l'ipotesi che Renzi chieda a Raffaele Cantone, magistrato e presidente dell'Autorità anticorruzione, di prendere le redini di un ministero nella bufera dopo l'arresto dell'ex superdirigente Ercole Incalza. La scelta avrebbe in questo senso un forte significato simbolico, per un cambio di passo nella gestione degli appalti pubblici. Ma la controindicazione è che Cantone dovrebbe interrompere il delicato lavoro all'Anticorruzione, a meno di un anno da una nomina fortemente voluta dal premier. Per questa ragione la scelta potrebbe cadere su un altro nome, come quello di Mauro Moretti, amministratore delegato di Finmeccanica ed ex ad delle Ferrovie, o anche quello di Andrea Guerra, ex ad di Luxottica, che ora collabora da "superconsulente" a Palazzo Chigi. Tra i parlamentari, però, c'è chi scommette che ancora una volta Renzi sceglierà un ministro politico, non un tecnico. E magari una persona di sua stretta fiducia. In questa logica in pole position appare il nome di Luca Lotti, anche se il premier potrebbe piuttosto decidere di affidargli la struttura tecnica di missione delle Infrastrutture, se realizzerà l'idea di portarla a Palazzo Chigi. Qualcuno cita anche il deputato David Ermini. Ma, anche per riequilibrare la presenza femminile nel governo, non si esclude che la scelta cada su una figura come quella di Debora Serracchiani, attuale vicesegretario del Pd. Renzi potrebbe ad ogni modo rinviare la scelta e tenere l'interim al ministero fin dopo le regionali. Ncd potrebbe invece compensare l'uscita di Lupi dal governo con un altro ministero, anche se non dello stesso peso di quello dei Trasporti. E' infatti vacante, dal momento delle dimissioni di Maria Carmela Lanzetta a gennaio, la poltrona degli Affari regionali. A ricoprirla potrebbe andare Gaetano Quagliariello, attuale coordinatore di Ncd, che aveva lasciato il governo dopo la staffetta tra Letta e Renzi

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