«Bisogna andare oltre le polemiche, che rischiano di mettere in ombra il tema fondamentale, che è il tema della corruzione e delle buone riforme». È ancora tensione tra la magistratura e il premier. Ieri a tuonare è stato il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli. Il leader del sindacato delle toghe ha ricordato le «riforme sbagliate in tema di corruzione e falso in bilancio, unite alla delegittimazione dei magistrati, sono state un cocktail di frutti avvelenati di cui anche oggi vediamo gli effetti. Per questo noi chiediamo un'inversione di tendenza». Poi è tornato su quanto era stato denunciato il giorno prima, ovvero gli «schiaffi alla magistratura». Il presidente dell'Anm ha ricordato «quando i magistrati sono stati definiti disturbati mentali o metastasi della democrazia», come «è stato fatto da autorevoli rappresentanti delle istituzioni». Sabelli ha poi rivendicato di avere fatto «un'analisi indiscutibile» su quanto fatto negli ultimi anni in tema di giustizia: «vogliamo tornare sul decreto che vietò la custodia cautelare in carcere per chi era imputato di reati contro la pubblica amministrazione, o sul dimezzamento dei termini di prescrizione o sulla sostanziale depenalizzazione del falso in bilancio? Discutiamone, valutiamo se queste siano buone riforme o riforme sbagliate che hanno prodotto una serie di effetti». Sul falso in bilancio, ha sottolineato Sabelli, «c’è un'inversione di tendenza», ma sulla corruzione «si può fare di più con un passo ulteriore». Il presidente dell'Anm, ad esempio, ribadisce che «per i reati di corruzione possono essere potenziati gli strumenti investigativi, rendendoli molto più penetranti come quelli utilizzati per le inchieste su fatti mafiosi». Quanto all’Autorità nazionale anticorruzione «è una struttura importante che colpisce una fase fondamentale che è la prevenzione ma non basta. I punti su cui agire sono tre: cultura della legalità, prevenzione e repressione». Anche il segretario dell'Associazione nazionale magistrati, Maurizio Carbone ha rimarcato gli attacchi alle toghe. «È da più di 20 anni che la magistratura è sottoposta a una scientifica strategia di delegittimazione, accompagnata da slogan e invettive e soprattutto da una politica che non riesce a trovare accordi per varare strumenti efficaci di lotta alla corruzione». E ha preso di petto Renzi lamentando che su alcune materie c’è stata «una doppia velocità. È innegabile che la responsabilità civile dei magistrati come la questione delle ferie siano stati approvati a larghissima maggioranza, anche con il ricorso al decreto legge. Soprattutto queste riforme che modificano lo status dei magistrati sono state accompagnate da slogan, anche questi delegittimanti». Immediata la replica di Forza Italia. «Le toghe non hanno bisogno di alcun governo, Berlusconi o Renzi, per essere delegittimate. A farlo sanno pensarci benissimo da sole» incalza Luca d'Alessandro, segretario della commissione Giustizia alla Camera.
Anm attacca Renzi: basta polemiche
«Bisogna andare oltre le polemiche, che rischiano di mettere in ombra il tema fondamentale, che è il tema della corruzione e delle buone riforme». Èancora tensione tra la magistratura e il premier....
