Politica

Matteo come Silvio: guerra con le toghe

Sabelli (Anm) contro l’esecutivo: carezze ai corrotti e schiaffi ai magistrati. Il premier non ci sta: "Falsità ingiuste da chi ha responsabilità istituzionali" LEGGI ANCHE Il ddl corruzione va al rallentatore

È ormai guerra aperta tra il premier Renzi e l’Associazione Nazionale Magistrati. Ieri il presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli, dal palco di Unomattina, ha detto che in questo Paese si danno carezze ai corrotti e schiaffi ai magistrati. Non si è fatta attendere la risposta del presidente del Consiglio: «Falso e ingiusto». Non si tratta di un battibecco da concludersi con tarallucci e vino, ma di una guerra, scoppiata per questioni di ferie (dei magistrati), proseguita sul fronte della responsabilità civile di chi amministra la giustizia (sulla quale il popolo sovrano si è chiaramente espresso con un referendum, ormai un trentennio fa) e che approda ora alla legge anticorruzione. E la reazione del premier e segretario Pd non appare tanto diversa da quella avuta, più volte dall’ex premier Silvio Berlusconi. E c’è da domandarsi quanto sia piacevole, per un presidente del Consiglio, ricevere un giudizio così duro il giorno in cui si va ad inaugurare l’Anno accademico della Scuola Superiore di Polizia. È un po’ come ricevere un avviso di comparizione mentre si presiede un summit internazionale sulla criminalità. Sabelli non ha usato mezzi termini: «Uno Stato che si rispetti dovrebbe prendere a schiaffi, diciamo virtualmente, i corrotti e accarezzare coloro che svolgono il controllo della legalità, cioè i magistrati. Invece purtroppo in Italia è accaduto l’esatto contrario». Il presidente di Anm ha proseguito: «Ricordo quando nel 1994, in piena Tangentopoli, ci si attendeva dal governo un intervento forte di contrasto alla corruzione, invece fu approvato un decreto legge che vietava il carcere per gli imputati di corruzione. Così svariati indagati e imputati per corruzione furono scarcerati e andarono agli arresti domiciliari», ha aggiunto Sabelli, sottolineando: «Sono seguite altre carezze di questo tipo... Nel 2002 ad esempio ci fu la depenalizzazione di fatto del falso in bilancio e nel 2005 furono ridotti i termini di prescrizione. Chi semina vento, raccoglie tempesta...». Il riferimento all’iter della legge anticorruzione è fin troppo evidente. Renzi dalla Scuola di Polizia ha subito ribattuto: «In queste ore autorevoli servitori dello Stato hanno detto che lo Stato dà schiaffi ai magistrati e carezze ai corrotti. È una frase falsa e ingiusta, una frase che fa male, non per il governo di turno, ma per l’idea stessa delle istituzioni». E ha concluso: «Quando si parla delle istituzioni - ha detto - lo Stato non è quello che dà gli schiaffi ai magistrati e le carezze ai corrotti. Si può contestare un singolo fatto, ma sostenere che lo Stato dà le botte ai magistrati, avendo delle responsabilità istituzionali o di qualche categoria associativa è triste». La compagine di governo ha fatto quadrato attorno a Renzi in lotta con l’Anm (come accaduto a Berlusconi). Ma critiche a Sabelli sono arrivare anche dall’opposizione: «Sabelli attaccando direttamente il Governo, scambia il binario delle indagini giudiziarie con quello delle lotte sindacali della magistratura - ha detto il deputato di Forza Italia e presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera, Francesco Paolo Sisto - La lotta alla corruzione e la responsabilità civile dei magistrati sono temi che appartengono a galassie diverse e lontane».

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