Politica

«Accusato per un’asta mai svoltasi»

Simone Di Meo «Per carità, sono a disposizione della magistratura. Ci mancherebbe altro. Mi permetto solo di far notare una cosa: e cioè che la gara, nella quale si sarebbe verificata la turbativa...

«Per carità, sono a disposizione della magistratura. Ci mancherebbe altro. Mi permetto solo di far notare una cosa: e cioè che la gara, nella quale si sarebbe verificata la turbativa d’asta che mi viene contestata, non si è mai tenuta». Rocco Girlanda - nato a Gubbio, classe 1966, ex sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti del Governo di Enrico Letta ed ex coordinatore regionale umbro del Popolo delle Libertà - è tra i quattro politici che risultano indagati nella maxi-inchiesta di Firenze sugli appalti per Grandi Eventi e Tav. Girlanda è tranquillo al telefono, e risponde alle domande del Tempo . Girlanda, ha ricevuto l’avviso di garanzia o, come spesso accade, l’ha saputo dai giornali? «Confermo di aver ricevuto un’informazione di garanzia che mi è stata notificata questa mattina (ieri, ndr) per una vicenda, a mio avviso, assolutamente marginale. Da quello che ho potuto capire - sono in attesa del mio avvocato per studiare insieme le carte - il reato che mi addebitano è una turbativa d’asta in relazione al bando di gara dell’autorità portuale di Trieste». Sì, nel mirino dei magistrati c’è proprio il collaudo della Hub portuale di Trieste: come mai lei se n’è occupato? «Seguivo i lavori perché ero sottosegretario delegato. Venne stipulato un programma di contratto quadro tra Regione, Ministero e Autorità portuale relativo alla Ferriera di Servola nel cui ambito venne inserita questa nuova opera. Ma da quanto apprendo, e credo di non sbagliarmi, la relativa gara non c’è mai stata. Dunque, davvero non so che turbativa si possa verificare in assenza di una gara. Detto questo, prendo atto di quest’accusa e ribadisco di essere completamente a disposizione dell’autorità giudiziaria. Adesso incontrerò il mio legale e insieme decideremo la strategia da attuare». Aveva immaginato che potesse esserci un epilogo del genere? «No, e perché mai avrei dovuto farlo?». È stato sentito dai magistrati prima che le venisse notificata l’informazione di garanzia? «Mai messo piede in procura. Nessuno mi ha mai convocato o chiesto spiegazioni. Ma mi sento assolutamente sereno. Come si dice in questi casi: ho piena fiducia nella magistratura».

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