Identificazione delle forze di polizia. Sembrava un’idea accantonata, oggi se ne torna a parlare. «Incredibile ma vero – commenta Gianni Pitzianti, segretario Cocer carabinieri -. Solo pochi mesi fa ci siamo attivati insieme allo Stato Maggiore per contrastare l’iter del disegno di legge presentato da diversi senatori del M5S ed oggi siamo di nuovo qui a discuterne. Dall’esame del testo sono emersi aspetti umilianti e restrittivi per il personale impiegato in ordine pubblico, come l’obbligo per gli operatori di polizia di munirsi di caschi con codici identificativi alfanumerici realizzati con materiale visibile anche a distanza di 15 metri. Che casco ci vorrà mai per attaccarci una segnaletica degna di quella autostradale?» Insomma, una presa in giro? «Più che altro una mossa incomprensibile. Mi pare che in Italia le forze di polizia abbiano la massima fiducia degli italiani: perché certi parlamentari vanno contro il sentire comune?» Crede ci possa essere un fine nascosto dietro la riproposizione di questa iniziativa? «Non voglio pensarlo. Certo ho fatto delle considerazioni, non mi spiego la ragione di questa proposta, ma siamo pronti a discuterne. Se volessero veramente evitare gli scontri dovrebbero acconsentire parimenti all’identificazione dei manifestanti». Sarebbe fattibile? «Basta prendere ad esempio le grandi maratone, come quella di New York: numeriamo tutti i partecipanti così che i responsabili da entrambe le parti siano identificabili con gli stessi strumenti. A quel punto gli infiltrati sarebbero riconoscibili e non più impuniti e l’ordine sarebbe da entrambe le parti». Queste proposte che effetto fanno sui tutori della legge? «Mi sento amareggiato. Iniziative del genere demotivano le forze dell’ordine a fare il proprio dovere. Vietiamo piuttosto che si manifesti a volto coperto o con i caschi, liberi di fare la qualunque. Quando hanno oltraggiato piazza di Spagna siamo stati accusati di non essere intervenuti energicamente: come ti muovi ti mettono con le spalle al muro». Ha visto le foto degli agenti imbrattati di vernice dagli studenti? «Purtroppo sì. Hanno imbrattato lo Stato e qualche parlamentare dovrebbe prendere provvedimenti. Se fosse successo il contrario, tutti avrebbero alzato il dito contro le forze di polizia. Quell’immagine fa male alla gente per bene: quando noi indossiamo la divisa lo facciamo per degli ideali ben precisi. Invito chi ha partorito il disegno di legge ad andare per una volta accanto a chi tutela l’ordine pubblico, prendendosi di tanto in tanto anche un po’ di colore».
Pitzianti (Cocer Carabinieri): "Aspetti umilianti e restrittivi"
