Politica

Landini con croce e martello contro il Pd

Nasce la "Coalizione sociale" come punto di unione di forze diverse. E anche Don Ciotti si butta tra le braccia del capo della Fiom

«Siamo di fronte a una novità assoluta»: queste le prime parole del segretario della Fiom, Maurizio Landini, appena uscito dalla sala parto dove ieri, a porte chiuse, è nata la «Coalizione sociale», ennesimo partitino di ultrasinistra (del quale, a dire il vero, ben pochi sentivano il bisogno) che prova a raccogliere l'eredità di quella Rivoluzione civile di ingroiana memoria che non riuscì a piazzare nemmeno un eletto in Parlamento. «Non è mai successo prima che il governo cancellasse dei diritti senza un confronto con le associazioni sindacali, né con le persone interessate», ha attaccato il sindacalista. E ancora, al capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza, che in mattinata lo aveva criticato per le sue «urla televisive», Landini fa sapere di essere «abituato a una discussione sul merito delle questioni più che sui decibel». «Ricordo - ha detto il leader della Fiom - che in Parlamento parte del Pd ha votato per l'abolizione dello Statuto dei lavoratori. Non urlando si possono fare cose peggiori». Il riferimento è al Jobs act, ultimo tassello di un «processo di fortissima svalorizzazione del lavoro». E proprio dal lavoro si propone di ripartire la nuova «coalizione», un soggetto che non è, né diventerà, un partito, assicura Landini. Al movimento sono stati invitati circa 150 «associazioni, reti, movimenti e personalità» perché «la politica non è proprietà privata». E quasi subito è arrivata la benedizione di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera. «Ben venga questo collaborare insieme per rappresentare con maggior forza la richiesta di dignità, di lavoro, di giustizia sociale - ha detto il prete antimafia al Fatto quotidiano - sono molto contento di trovarmi in sintonia con Landini e Gino Strada su questo, sono persone di grande spessore umano per le quali nutro stima e amicizia». Il 28 marzo, a Roma ci sarà una manifestazione «che è della Fiom ma che è aperta a tutti quelli che condividono i nostri obiettivi. C'è un elemento di continuità con la manifestazione di ottobre, non ci fermiamo, vogliamo unire tutto ciò che il governo sta dividendo». Dal Pd solo stroncature anche se un timido segnale di apertura arriva dall’ex sindaco di Bari e attuale segretario regionale dem Michele Emiliano, perché Landini «può essere per Renzi un prezioso interlocutore».

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