Politica

Da 1.200 a 200 euro per l’affitto. Il Pd si fa lo sconto ed è moroso

La storica sede nel cuore di Roma quasi gratis agli eredi del Pci

Da 1242 euro a meno di 200 euro al mese. Agevolato e moroso, il Partito Democratico (non) paga un canone ridicolo al Campidoglio per la sede storica di via dei Giubbonari, nel cuore della Capitale, grazie a uno sconto arrivato negli anni passati. L’immobile, in concessione agli eredi del Partito Comunista Italiano sin dal 1945, finisce di nuovo nell’occhio del ciclone. Secondo gli elenchi relativi allo scandalo Affittopoli, l’importo della concessione dovrebbe ammontare a circa 1200 euro, ma il capogruppo della Lista Marchini, Alessandro Onorato, sostiene che ci sia un canone «ulteriormente agevolato» che ad oggi è pari a circa 100 euro al mese. «In realtà sono circa 200 euro - sostiene Giulia Urso, segretaria della sezione Centro Storico Giubbonari - Ma non è questo il punto. Insieme al commissario Pd Matteo Orfini, abbiamo iniziato una trattativa con il Campidoglio per una nuova concessione con un canone adeguato. Abbiamo anche messo da parte dei soldi per rientrare con parte delle morosità accumulate», che ammontano a circa 130mila euro. Come si sia arrivati a questa situazione è un mistero: «Quello che è accaduto in passato, non ci interessa - afferma ancora Giulia Urso - Noi vogliamo ristabilire un rapporto regolare con il Comune, che non è mai stato possibile a causa della gestione Romeo. Rivendico soltanto la funzione sociale delle sedi di partito, che organizzano eventi importanti anche in Centro». Che ci sia la voglia da parte della Giunta di mantenere un occhio di riguardo verso le sedi democrat, ed in particolare di quelle storiche, è evidente. In Giunta capitolina, la delibera sul riordino delle concessioni ha subito dei ritardi a causa del nodo riguardante i partiti. Il primo salvataggio riguardava la delibera sulle alienazioni. La sezione dell’ex Pci in via dei Giubbonari, inclusa nei piani di vendita firmati dall’allora sindaco Alemanno, è sparita dagli elenchi all’arrivo del centrosinistra in Campidoglio, che ha mantenuto quei locali di proprietà. In relazione alle morosità, anche dal Pd hanno finalmente ammesso morosità pregresse che sarebbero riferite al mancato accordo con Romeo Gestioni: si sarebbe versato meno di quanto richiesto. La versione del segretario Matteo Orfini, secondo cui il partito avrebbe comunque pagato un canone sebbene inferiore a quanto richiesto dalla Romeo spa, ex gestore del patrimonio immobiliare, non cambia il risultato: il Pd, negli anni e solo per una delle sue sedi centrali, ha accumulato debiti a cinque zeri che dovranno rientrare nelle casse pubbliche. A giugno, dal dipartimento Patrimonio avrebbero sollecitato gli arretrati. Lettere spedite a tutti i concessionari di proprietà comunali, dai benzinai alle associazioni, con le quali si intendeva fare ordine chiedendo informazioni «sul rinnovo della concessione», in moltissimi casi scaduta da decenni, e «sulla corresponsione del debito pregresso, da pagare in 30 giorni». Nel caso del Pd, e della sede di via dei Giubbonari, gli inviti sono sempre caduti nel vuoto. Vedremo se il piano di rientro, oggetto della trattativa fra Orfini e il sindaco Ignazio Marino, stavolta andrà a buon fine.

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