Politica

Chiamata a raccolta per la salvezza

Appello al mondo cattolico in un momento drammatico. La forza di Bergoglio: "La porta è aperta per tutti i peccatori"

Un nuovo Giubileo della Chiesa a soli quindici anni da quello storico del 2000 voluto da san Giovanni Paolo II e a 50 anni esatti dal Concilio ecumenico della svolta rivoluzionaria, quale fu il Vaticano II. Con un messaggio pregno di significati, Papa Francesco lancia a tutto il mondo cattolico e non una speranza di salvezza, in un momento drammatico per l'umanità, macchiata da guerre, conflitti etnici sanguinosi, contrasti fra le fedi religiose, profonde crisi economiche dalle quali sono scaturiti sempre più forti egoismi e incomprensioni difficili da superare. Su tutto la minaccia estesa e pressante di un integralismo islamico che nulla rispetta degli insegnamenti del Corano e che in nome del profeta pratica un terrorismo orrendo, uccide e decapita innocenti, punta a distruggere le civiltà e a cancellare non solo testimonianze delle varie culture, ma a colpire i luoghi simbolo della libertà e della democrazia, ancora solide barriere contro il dilagare della barbarie. L'annuncio del Papa entra di diritto nella storia del mondo per il coraggio della decisione, ma soprattutto per la forza con cui Francesco vuole risvegliare le coscienze attraverso un Giubileo universale che chiama a raccolta e alla mobilitazione tutti i fedeli. Un Giubileo non a caso convocato all'insegna della misericordia di Dio, perché « nessuno può essere escluso dalla misericordia di Dio, tutti conoscono la strada per accedervi e la Chiesa è la casa che tutti accoglie e nessuno rifiuta. Più è grande il peccato, maggiore deve essere l'amore che la Chiesa esprime verso coloro che si convertono. La porta spalancata, la certezza del perdono, due concetti che sono una profonda speranza nell'animo del Papa, perché gli uomini, tutti gli uomini di qualunque fede, trovino nella misericordia le risposte alle troppe domande restate in sospeso e alle quali si continua a dare un riscontro sbagliato, troppo spesso di morte, di sopraffazione, di violenza. Ma se tutto questo orrore dilaga nel mondo, non bisogna credere che si cammini sulla strada del non ritorno. Francesco è profondamente convinto di questo perché "non esiste alcun peccato che Dio non possa perdonare! Nessuno! Solo ciò che è sottratto alla divina misericordia non può essere perdonato, come chi si sottrae al sole non può essere illuminato né riscaldato». E' questa la "Chiesa in uscita" sognata da Bergoglio fin dalla vigilia del conclave del 2013 che lo ha eletto Papa e che egli vuole realizzare al più presto, stringendo i tempi, come se fosse consapevole che il tempo stesso a disposizione è poco e che bisogna agire subito, con la massima determinazione. E non a caso lo fa nel secondo anniversario del suo pontificato, accennando in un'intervista persino all'eventualità di un ritiro per limiti di età, per mancanza di forze. Un percorso simile a quello di Benedetto XVI? Molto più probabilmente l'espressione dell'urgenza che è in lui di rinnovare profondamente la Chiesa, restituendole una missione originaria non sempre perseguita da alcuni suoi rappresentanti, spesso troppo legati agli interessi terreni, alla logica del profitto e della carriera. Nell'annunciare l'Anno Santo, infatti, il Pontefice ha spiegato di aver "pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia. È un cammino che inizia con una conversione spirituale". Per questo Bergoglio vuole che i fedeli di tutto il mondo vivano questo evento storico alla luce di una particolare parola tratta dal vangelo di san Luca: «Siate misericordiosi come il Padre». Il Giubileo è tra i momenti più significativi e importanti della vita della Chiesa. Durante l'Anno Santo fedeli di tutto il mondo arrivano in pellegrinaggio a Roma per ricevere la cancellazione delle pene previste per i peccati commessi, attraverso il passaggio sotto le 4 porte sante delle Basiliche Papali: San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura. La Chiesa cattolica ha iniziato la tradizione dell'Anno Santo con Bonifacio VIII nel 1300. All'inizio la cadenza tra un Giubileo e l'altro era di 50 anni, poi dimezzata. Fino a oggi ne sono stati celebrati 29 di cui 24 ordinari e 5 straordinari, come quello che inizierà alla fine del 2015. L'ultimo Giubileo straordinario era stato indetto da Wojtyla nel 1983 per i 1950 anni della redenzione, ovvero della resurrezione di Cristo. Redenzione e resurrezione che ora Papa Francesco invoca nuovamente per tutto il mondo.

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