Politica

Ruby, i vescovi non si fermano. Nuovo affondo su Berlusconi

Bagnasco: "Un ritorno in campo? Faccia i conti con il contesto" LEGGI ANCHE Nessuno chiede scusa a Silvio

Ormai è un attacco continuo. Dopo il segretario della Cei, dopo il direttore di Avvenire, anche il presidente dei vescovi italiani, Angelo Bagnasco, prende di mira Silvio Berlusconi e la sua assoluzione nel processo Ruby. Durante una visita allo stabilimento Ilva di Genova, il cardinale affonda il colpo: "Quello che i singoli decidono sono sempre decisioni personali, certo, ma che si calano in contesti sociali, politici, lavorativi con cui bisogna fare i conti. Non bastano le decisioni personali". Come a dire, Berlusconi ha tutto il diritto di ributtarsi nell'agone politico e di riprendere la sua attività. Ma sarebbe meglio se riflettesse bene prima di agire. Un avvertimento che è destinato a scatenare polemiche.   Nozze gay Ma Bagnasco parla anche delle unioni tra omosessuali. Ieri il Parlamento Ue ha indicato il riconoscimento di queste unioni come un diritto e il presidente della Cei non ha dubbi: "Un conto sono i diritti individuali dei singoli che sono da sempre tutelati dal codice civile, un altro conto è creare nuovi soggetti di diritto che in quanto tali si presentano sul piano della giurisprudenza, della società e della cultura come un 'novum' che va di fatto ad equipararsi con la famiglia basata sul matrimonio di un uomo e di una donna".   Secondo il cardinale se si riconoscono le nozze gay poi "non è possibile ritenere o affermare che queste nuove formazioni non abbiano gli stessi diritti delle famiglie fondate sul matrimonio, come ad esempio l'adozione di bambini, perché di fatto, vediamo negli altri Paesi europei che una volta stabilito il principio della coppia in quanto coppia, immediatamente la magistratura europea e quelle nazionali riconoscono, intravedono, delle discriminazioni e quindi impongono l'assoluta uguaglianza al matrimonio, alla famiglia. È inutile illudersi. Tutti, anche i genitori e i nonni, non dobbiamo dimenticare che queste nuove figure hanno delle ricadute educative nelle classi, a cominciare dalle scuole materne, perché già i testi che circolano impongono di dire e rappresentare ai bambini anche in tenerissima età, da 0 a 4 anni, diverse possibilità di relazione, di rapporto, di agglomerato, di famiglie e anche di sessualità".

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