La resa dei conti interna a Forza Italia è appena cominciata. Il partito è dilaniato dal correntismo e Silvio Berlusconi, appena riacquistata la piena libertà e incassata l’assoluzione in via definitiva per il caso-Ruby, è deciso a scendere di nuovo in campo. La strategia del leader azzurro prevede - come spiega Il Mattinale, la nota politica redatta dal gruppo FI alla Camera - «il ritorno tra la gente per vincere le elezioni». Ma prima dovrà mettere ordine nel partito, a cominciare dal caso di Denis Verdini. In Toscana, feudo verdiniano, la guerra fra correnti rallenta la scelta del candidato di centrodestra alle regionali. La corsa a governatore di Lemioni è sempre in bilico e il fronte anti-Verdini cresce di ora in ora. Nel pomeriggio, alla presenza di Gianni Letta, Berlusconi incontra a Palazzo Grazioli l’ormai ex plenipotenziario per la trattativa sulle riforme. Due ore di colloquio per parlare del futuro di Forza Italia, ma soprattutto per chiedere conto a Denis Verdini del documento sulle riforme firmato da 17 deputati a difesa del patto del Nazareno. Una lettera che non è andata giù al Cav. Difficile dire se sia l’inizio del disgelo. L’incontro è interlocutorio e molti azzurri parlano di «tregua armata», anche se non manca chi evoca un riavvicinamento tra i due. In ogni caso, la riappacificazione è ancora lontana. «Nel nostro partito si discute tantissimo, poi però la sintesi la trova Berlusconi e i cambiamenti anche li fa lui, siamo tutti abituati - commenta il capogruppo alla Camera Renato Brunetta - Dopodiché, quando c’è un cambiamento qualcuno ci rimane male, ovviamente, aveva dato le sue idee, le sue proposte nella posizione precedente. È successo a me, ora succede a Verdini, poco male». Brunetta però esclude che Verdini possa rompere col Cav, lasciare FI e dare vita a gruppi parlamentari autonomi: «Non ci credo, è una persona leale». Prima d’incontrare Verdini, Berlusconi pranza col presidente del Ppe Joseph Daul, col quale parla delle prospettive della famiglia popolare europea. Al’incontro sono presenti anche il vicepresidente del Parlamento Ue Antonio Tajani, l’europarlamentare e consigliere politico di FI Giovanni Toti, le eurodeputate Lara Comi ed Elisabetta Gardini, la responsabile della comunicazione azzurra Deborah Bergamini e il deputato-consigliere per le relazioni internazionali Valentino Valentini. «L’unità del centrodestra è l’unico modo per contendere alla sinistra di Renzi il governo del Paese», spiega il Cav, che, stuzzicato dalle domande di Daul, ribadisce la necessità di marciare uniti, proponendosi nel ruolo di federatore delle forze popolari europee. Un monito alla Lega e al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, subito colto dal presidente dei Popolari per l’Italia Mario Mauro, che invita però il presidente di Forza Italia a non essere subalterno a Salvini e a non cedere alla deriva lepenista del Carroccio. Lo stesso Daul si raccomanda di tenere compatto il centrodestra per garantire equilibrio in Italia. «Hai ragione, ho sempre lavorato per unire, solo così possiamo battere la sinistra», la replica del Cav che al leader Ppe assicura di non tirarsi indietro in vista delle regionali di primavera. Daul - che in passato è stato definito come uno dei più ostici avversari dell’ex premier in Europa e nel Ppe - ribadisce «lealtà» a Berlusconi, che ringrazia l’ospite per l’attestato di amicizia e, sulla politica nazionale, aggiunge: «Se saremo in grado di costruire un’ampia coalizione di centrodestra, potremo giocarci bene le nostre carte. Se invece, andremo divisi, allora tutto sarà molto più difficile». Davanti al menu tricolore si parla di Europa, crisi economica, minaccia del terrorismo islamico, la tragedia libica e immigrazione, ma la conversazione inevitabilmente cade sulla politica interna dopo l’assoluzione della Cassazione per il caso Ruby. Daul infine si congratula col leader di FI per la fine di questo capitolo delle sue vicende giudiziarie. «Grazie, Joseph sono molto contento che la mia innocenza sia stata finalmente riconosciuta», la risposta di Berlusconi che esprime «rammarico per le accuse che hanno infangato non solo la mia persona, ma anche l’immagine e la credibilità dell’Italia».
Incontro Silvio-Verdini. Ma la pace è lontana
Rebus sulle candidature in Toscana, in alto mare Brunetta: "Ieri toccava a me, oggi a Deni"
