Saranno 100mila e 701 i neo-assunti della scuola a partire da settembre 2015. E poi non c’è più trippa per gatti. Dopo «si fanno i concorsi chi li vince entra, chi li perde resta a casa». Parola di Matteo Renzi che ieri sera al termine del Consiglio dei Ministri è sceso in sala stampa per illustrare il ddl sulla scuola che lunedì sarà consegnato alle Camere. E poi che succederà? Il Parlamento riuscirà «in un modo o nell’altro» a chiudere la pratica nei tempi utili per l’assunzione dei precari quest’anno. Sempre parola di premier. E i seimila idonei del concorso 2012? Loro sono fuori dai giochi, entrano solo i vincitori. Insomma saranno assunti soltanto quelli verso i quali «lo Stato ha preso degli impegni» ma poi ha li ha presi in giro con un trucco: «Ti assumo ma non ti dico quando». La «Buona scuola» è così. Ruspante, schietta, trasparente. Pane al pane, vino al vino. I suoi capisaldi sono pochi ma gagliardi. Autonomia, quella vera. Che significa, in soldoni: più potere al capo d’istituto. Il preside sarà l’arbitro, il pater familias di questa azienda scuola. Dovrà gestire il capitale umano ed elargire premi ai più meritevoli. «Il preside sceglierà gli insegnanti dentro un Albo» ha detto Renzi sgranando gli occhi. Come dire: la squadra, quando serve e cioè per i posti vacanti, se la fa da solo. Non è che aspetta il docente pescato nella lista. Insomma basta con gli automatismi. Inoltre i curricula dei docenti devono essere pubblicati on line come le valutazioni dei presidi e soprattutto i bilanci. Tutto va fatto alla luce del sole. Tutto sotto controllo. Accanto al piano formativo ogni istituto stilerà il suo piano di fabbisogno. Un altro compito di grande responsabilità che spetta ai dirigenti scolastici. Potranno farsi aiutare da tre collaboratori. Ed ecco il secondo pensiero forte. Meritocrazia: una novità per la scuola italiana. Anche se, per non scontentare nessuno «abbiamo mantenuto gli scatti di anzianità, ma aggiunto dei parametri di merito, ad esempio, a chi combatte la dispersione scolastica». Poi si è levato un sassolino dalla scarpa: «Avevamo tolto gli scatti di anzianità e sostituiti con gli scatti di merito. È stato molto contestato, ci è stato fatto notare che sarebbe stato l'unico settore della pubblica amministrazione in cui questo accade». Ma il merito dei prof chi lo stabilisce? «Decideranno le singole autonomie scolastiche. Sono stati messi in campo 200 milioni, dal 2016». Così a coloro che dicono «manca il merito nella scuola» (per via della questione degli scatti d’anizianità) Renzi ha ribadito «che per la prima volta in 70 anni si son messi 200 milioni sul merito nella scuola». Mica noccioline. Le novità per il corpo docente non finiscono qui. Il loro dovere (e diritto) è la formazione: s’introduce il concetto della carta del prof. La formazione intesa come arricchimento culturale si svolge, però, all’interno della scuola. Da settembre del 2015 ci saranno a disposizione per ogni singolo insegnante 500 euro. Potranno essere spese per andare a teatro, comprare i libri, fare un viaggio d’istruzione ecc. Confermata la detrazione fiscale per le scuole paritarie fino alla secondarie di primo livello, cioè le vecchie scuole medie. E anche il 5 per mille e lo school bonus. Saranno qualitativamente migliori i corsi di musica, arte, lingue, educazione motoria. Renzi, ironizzando sul suo personalissimo inglese, ha ribadito l’importanza di trovare maestri di lingua con competenze adeguate e non «insegnamenti appiccicaticci» Perché «l’inglese fin dalla scuola elementare deve essere parlato in maniera perfetta». Parole sante. Infine mens sana in corpore sano: da non sottovalutare l’attività fisica. «Anche l'educazione motoria non deve essere un'ora di svago, ma deve essere educazione alla qualità del vivere il rapporto con il corpo». Senza dimenticare che è pure «uno strumento di specializzazione delle persone con disabilità». Giusto!
"Assumo 100mila precari". Gli altri a casa
Il ddl sulla "buona scuola" lunedì alle Camere I presidi sceglieranno i prof nell’albo. Duecento milioni per i meritevoli Le slide del governo
