Politica

Il centrodestra unito è a soli quattro punti dal Pd

Le intenzioni di voto

Settimana in chiaroscuro, quella appena trascorsa, per Matteo Renzi e il Pd. Nell’ultimo sondaggio realizzato da Datamedia Ricerche per «Il Tempo», il Pd recupera un paio di punti decimali nelle intenzioni di voto, passando dal 37% al 37,2%. Lieve flessione invece per il premier, che vede la fiducia degli italiani nei suoi confronti scendere dal 47% al 46%. Nei dintorni del Pd perdono colpi anche M5S e Sel, che arretrano entrambi dello 0,2% e scivolano rispettivamente al 19,2% e al 4%. Una dinamica opposta caratterizza quello che fu il centrodestra. Rispetto all’ultimo sondaggio dell'istituto di ricerca diretto da Natascia Turato, continua il trend positivo della Lega, che non sembra frenare neppure di fronte allo scontro interno tra l’anima «lumbard» di Salvini e quella veneta di Tosi. Il Carroccio si conferma come terza forza politica del paese, dietro a Pd e M5S, crescendo di altri tre punti decimali e toccando la quota record del 14,5%. Recuperano terreno anche Forza Italia (+0,1%) e Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale (+0,2%). Gli azzurri restano però distanti dalla Lega Nord, al 12,5%. Mentre FdI-An sale al 2,7%. Continua, infine, la lenta ma inesorabile emorragia di consensi per «Area Popolare», il raggruppamento che mette insieme i moderati filo-governativi di Ncd e Udc. Anche se unite, queste due forze politiche non vanno oltre il 3,3%, perdendo un punto decimale rispetto alla scorsa settimana. È interessante notare come i partiti dell’ex coalizione berlusconiana (Forza Italia, Lega Nord, FdI-An e Ncd-Udc) raccolgano, insieme, quasi un terzo dei voti (il 32,9%, per l’esattezza). Il distacco nei confronti del Partito democratico è ancora sensibile (-4,3%), ma si tratta di numeri niente affatto impossibili da recuperare, nel caso di un’appannamento - anche modesto - della narrativa renziana. Certo, per avere una chance di vittoria questo ipotetico fronte anti-Pd dovrebbe prima di tutto recuperare almeno una parte dei suoi ex elettori, oggi ancora nascosti in un’area del non voto che raccoglie la maggioranza assoluta (il 51,9%) dell’elettorato potenziale.

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