Politica

Marcia indietro rispetto al 2001 Spariscono il Cnel e le Province

Dopo la riforma varata nel 2001 dal Parlamento a maggioranza di centrosinistra, il Titolo V cambia di nuovo forma, di fatto facendo marcia indietro. Vengono infatti ricondotte in capo allo Stato le...

Dopo la riforma varata nel 2001 dal Parlamento a maggioranza di centrosinistra, il Titolo V cambia di nuovo forma, di fatto facendo marcia indietro. Vengono infatti ricondotte in capo allo Stato le competenze su energia, infrastrutture strategiche e grandi reti dei trasporti. Spariscono le materie concorrenti, che nel corso degli anni hanno fatto lievitare i contenziosi tra Stato e Regioni. Viene introdotta una clausola di supremazia, che permette allo Stato, previa proposta del governo, di intervenire in materie non rientranti nella legislazione esclusiva, ma solo quando ciò sia necessario per tutelare l’unità giuridica o economica della Repubblica oppure l’interesse nazionale. Curioso che a introdurre la controriforma che di fatto segna un ripensamento rispetto all’impostazione data quattorici anni fa al Titolo V, sia ancora una volta un governo guidato dal centrosinistra (cioè dal segretario del Pd Matteo Renzi), pur se con una maggoranza parlamentare di larghe intese. Sparisce, dopo le tante polemiche sui suoi costi e la sua utilità, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel), a proposito del quale viene prevista la nomina di un commissario straordinario per la gestione provvisoria e la liquidazione. Cancellate alla Costituzione anche le province che non avranno più il riconoscimento, in base alla Carta, di funzioni amministrative proprie.

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