È stata una lunghissima giornata. Con i giudici chiusi per quasi 10 ore in camera di Consiglio. Nemmeno un'indiscrezione è trapelata. Silenzio. Un silenzio che ha lasciato con il fiato sospeso molti. A cominciare da Silvio Berlusconi che forse, in qualche momento, avrà pensato che la lunga attesa avrebbe portato con sé pessime notizie. Invece no. La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione di Silvio Berlusconi nel processo Ruby. Assoluzione che, a questo punto, diventa definitiva e chiude una vicenda giudiziaria durata quasi 5 anni. L'ex premier era imputato per concussione per induzione e prostituzione minorile. Condannato a 7 anni in primo grado, era stato assolto in appello. La Corte ha quindi rigettato il ricorso presentato dal procuratore generale di Milano Pietro De Petris. Per i difensori del leader di Forza Italia si tratta di una "vittoria del diritto". Certo, le vicende processuali dell'ex Cavaliere non sono ancora terminate visto che resta da chiudere il cosiddetto Ruby ter (stralcio del processo principale). Ma di sicuro questa assoluzione segna un passo importante. Anche in chiave politica.
Caso Ruby, la Cassazione conferma: Silvio Berlusconi assolto
Dopo quasi 10 ore di camera di Consiglio i giudici hanno confermato il verdetto del processo d'appello
