Nel Pd infuriano ancora le polemiche dopo il trionfo di Vincenzo De Luca alle primarie per la candidatura a governatore della Campania. Nel partito c’è anche chi minaccia le dimissioni dal Parlamento se il sindaco di Salerno, condannato in primo grado per abuso d’ufficio, non dovesse fare un passo indietro. Ma non è questa l’unica ombra sull’uomo che alle primarie ha ottenuto una vittoria inaspettata. IL CASO AGROPOLI A Fuorigrotta (quartiere napoletano di 70mila abitanti) hanno votato 900 persone, ad Agropoli (20mila abitanti) hanno votato in 1.960. Meno di un elettore su 70 abitanti a Fuorigrotta, uno su 10 ad Agropoli. Non è casuale. Ad Agropoli il sindaco è Franco Alfieri, personaggio chiacchieratissimo, pluri-inquisito, molto legato a De Luca. È stato determinante in queste primarie. Una conversazione tra i due venne intercettata nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria: era l’8 gennaio 2013, quando proprio De Luca rassicurò Franco Alfieri circa l’elezione al Parlamento di Sabrina Capozzolo, che il sindaco di Agropoli dice di aver candidato per le primarie del Pd. Capozzolo - recentemente agli onori delle cronache per i suoi selfie in Aula mentre il ministro Alfano riferiva di terrorismo internazionale - oggi è deputata nonché componente della segreteria del Pd. Ma, soprattutto, il sindaco Alfieri è stato rinviato a giudizio nel processo Due Torri-bis. Questo procedimento ha avuto inizio da un’indagine della procura di Salerno avviata in seguito alle denunce fatte da Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica assassinato nel settembre del 2010, e inerenti la strada provinciale 108 che collega Casalvelino e Celso, frazione di Pollica. Dalle denunce e dal filone di indagini successive sono emersi fatti quali il «pagamento di strade mai realizzate» e «irregolarità sugli appalti pubblici inerenti le strade stesse». I PROCESSI A CARICO DI DE LUCA Oltre a quello per cui è stato condannato in primo grado per abuso d’ufficio, ci sono altri due processi a carico di De Luca, entrambi legati a opere edilizie. Il Sea Park, in cui De Luca ha rinunciato alla prescrizione. E soprattutto il Crescent, che comincia la prossima settimana. LE ANOMALIE NEL VOTO Sulla regolarità delle primarie Pd in Campania c’è più di un sospetto. A partire dall’analisi dei flussi elettorali: a fronte di 7 mila elettori nella città di Napoli (1 milione di abitanti), sarebbero oltre 14 mila gli elettori nella città di Salerno (150 mila abitanti). Inutile dire che nei seggi di Salerno la media delle sezioni rivela percentuali bulgare per De Luca, 97% contro il 3 dell’altro candidato forte, Andrea Cozzolino. Le stesse percentuali che, nel confronto Renzi-Cuperlo, avevano portato all’annullamento del congresso Pd di Salerno città a seguito delle denunce presentate dal comitato Cuperlo. Nel piccolo comune di Minori - circa 2.800 abitanti - alle Europee il Pd aveva ottenuto 450 voti. Alle primarie i voti sono stati 1.100. Curioso anche il caso del quartiere del Comune di Salerno, Pastena, dove alle 11 del mattino avevano già votato in novecento. Ad Amalfi, il presidente regionale della commissione di garanzia, Donato Liguori, chiama alle 17 per sapere come procedano le votazioni. Il presidente di seggio comunica che hanno già votato 570 persone. Alle 21 il rappresentante della lista Cozzolino si reca ad Amalfi per conoscere il dato e curiosamente gli elettori totali sono 517. E il risultato è 517 a zero per De Luca. Nel comune di Fisciano, il verbale segna un dato di 1.300 voti per De Luca e 200 per Cozzolino. Curiosamente, i voti raccolti da De Luca sono gli stessi raccolti alle parlamentarie Pd dal fedelissimo Tino Iannuzzi. De Luca non si è fermato a Eboli. Sono in corso le votazioni quando, mentre si registra un flusso di elettori orientati a votare Cozzolino in due dei quattro seggi, la segreteria provinciale fa interrompere le procedure di voto e chiude i seggi, come denunciato anche dall’ex ministro socialista Carmelo Conte. Come denunciato dal deputato Vaccaro (Pd) e da esponenti di Fratelli d’Italia, in alcuni uffici demografici sarebbero stati rilasciati alla stessa persona fino a quattro certificati elettorali. Ad Angri e a Vallo della Lucania c’è stata grande mobilitazione dell’Udc, anche il capogruppo al Comune del partito di Casini è andato a votare. Nel piccolo comune di Valle dell’Angelo alle ultime amministrative c’erano stati 150 voti, De Luca ha vinto 130 a zero. Meccanismo consolidato come dimostrano due episodi: all’ultimo congresso nazionale del Pd fu annullato il voto delle primarie a Salerno dopo un’indagine aperta dalla procura. In occasione delle ultime parlamentarie, per evitare i soliti brogli, un gruppo di bodyguard assoldati dall’onorevole Vaccaro, portarono via le urne con le schede. Nella notte furono intavolate trattative per sbloccare la situazione e restituire le urne con le schede.
Processi e anomalie nel voto Tutte le ombre su De Luca
Luigi Frasca Nel Pd infuriano ancora le polemiche dopo il trionfo di Vincenzo De Luca alle primarie per la candidatura a governatore della Campania. Nel partito c’è anche chi minaccia le dimissioni...
