Proverbi, metafore, tweet in latino. Questo è Maurizio Bianconi, deputato di Forza Italia. Tagliente in tv come nelle dichiarazioni d’agenzia, è il volto poliedrico dell’area di Raffaele Fitto, ora meglio conosciuta come «i ricostruttori». Si chiamano così perché, spiega Bianconi, «abbiamo intenzioni positive di ricostruzione, e non di distruzione. Il centrodestra è in situazione disperata». Punti programmatici? «Il primo è la chiarezza. Quando governa il centrosinistra, il centrodestra deve essere una forte realtà di opposizione. Il secondo punto è riprendere un contatto vero con il nostro elettorato di riferimento. Tutti quelli che sono stati massacrati dalle politiche messe in campo da Monti in poi. Anzi, per la verità potrei dire da Tremonti in poi. E hanno subìto il colpo di grazia con i recenti provvedimenti del governo Renzi. Basti pensare a quello che è successo con le partite Iva. Oppure a come sono trattati i proprietari di casa. Ricordo il vecchio detto: se uno è un disgraziato non è capace neanche di mettersi un tetto sopra la testa. Oggi però chi si è messo un tetto sopra la testa si ritrova disgraziato. Forza Italia, ultimamente, ha desertificato la sua area di riferimento, mandando gli elettori o da Salvini, o da Renzi o nell’astensionismo». Patto del Nazareno. È tramontato? «Ma cosa vuole che sia tramontato! Le radici profonde del Patto del Nazareno chi le tocca?». Quali sono queste radici? «Lo dica lei». Allude a qualcosa di extrapolitico? «Secondo me di metapolitico c’è parecchio. Legittimo, per carità, ma poco di politico. Io non parlo di sospetti, né di cose indirette. Metto in fila tre cose. Renzi che va da Confalonieri, e nonostante le smentite c’è andato davvero, per sentire se va bene Mattarella. Poi l’emendamento terroristico al milleproroghe sul canone per l’utilizzo delle frequenze, e poi il famoso 3% nel decreto fiscale. Tre indizi fanno una prova». Altro punto controverso è l’Italicum. Che ne pensa? «Tutto il male possibile. Io sono stato sempre un avversario delle preferenze. Ma se le liste bloccate sono gestite come lo sono state fino ad ora, le preferenze sono il male minore. Noi avevamo ipotizzato un 25-30% di quota fissa a disposizione dei partiti, il resto preferenze. Ora hanno messo tutti i capilista bloccati. Ciò significa che tutti i partiti, meno il Pd, avranno i deputati bloccati. Ora mi dica lei se questo è ammissibile». Parliamo di Forza Italia. Serpeggia da più parti la convinzione che Fitto e Verdini, alla fine, faranno comunella. «Fitto vuole allontanarsi da Renzi, Verdini vuole avvicinarsi a Renzi, come facciamo a incontrarci? Se poi Verdini ce l’ha col cosiddetto cerchio magico, e noi non siamo amici del cerchio magico, comunque restiamo distanti». Voi state lanciando un’opa su Forza Italia? «No, stiamo facendo una cosa diversa. Fitto farà, e noi insieme a lui, un giro per l’Italia per far conoscere le nostre proposte e promuovere la certezza di regole interne. Ovvio che vogliamo portare dalla nostra la maggioranza del partito. Ma non vogliamo fare alcuna oscura operazione di palazzo». Regole significa congressi? «Certo. Come da statuto vorremmo un tesseramento vero, regolare, congressi non farlocchi. E poi un congresso generale oppure le primarie». A proposito di adesioni, dal sito risulta ancora attiva la campagna. «Non prendiamoci in giro...». Se Forza Italia ha tutte queste criticità, di chi è la colpa? «Mia no di sicuro! Perché io fin dalle scelte politiche di Tremonti mi sono messo subito di traverso. Allora mi davano del pazzo, oggi mi sento dire che avevo ragione. Venendo alla risposta, uno più sta in alto, più assomma delle responsabilità su di sé. Io non credo ai consiglieri che consigliano male. Anche se così fosse, comunque è il capo a sceglierli. Ciò nonostante, Berlusconi per noi è un’icona, è una figura alla quale non si può rinunciare». Berlusconi icona. Parola diversa da leader. «Berlusconi è un punto di riferimento. Non credo potrà più essere leader nel senso proprio del termine. Difficilmente potrà rifare il premier, questo lo sa anche lui. Noi dobbiamo emanciparci dal partito persona, e costruire un partito che abbia leader adatti ai momenti. Come era, a suo tempo, la Dc. Fosse stata degasperiana, sarebbe morta nel ‘53. Fosse stata morotea, sarebbe scomparsa negli anni ’70. Dobbiamo uscire dalla monarchia assoluta».
Bianconi: "Situazione disperata e la colpa è di chi guida il partito"
Il deputatofittiano: nel patto del Nazareno non c'è nulla di politico
