Rifarei anche oggi la scelta che mi ha portato, alla fine del 2010, a salvare il governo Berlusconi. La rifarei perché era basata sull’interesse comune, il principio che mi ha guidato in Parlamento fin dall’inizio. Eppure tanti, a sinistra, ancora parlano di «compravendita» nonostante siano stati fatti tutti gli accertamenti del caso. Adesso altri «responsabili» potrebbero sostenere l’esecutivo guidato da Renzi. Io non critico nessun parlamentare, penso che ognuno sia libero di prendere le decisioni che ritiene migliori per i cittadini. Come prevede la Costituzione. Tuttavia noto che è molto scorretto e incoerente sostenere che i parlamentari che passano da sinistra a destra siano dei «venduti» mentre quelli che fanno il percorso inverso, da destra a sinistra, persone perbene. Mi piacerebbe che tutti quelli che hanno attaccato me e gli altri deputati negli anni passati perché salvammo il governo Berlusconi, che tra l’altro resta l’ultimo esecutivo indirettamente eletto dal popolo, riconoscessero ora che all’epoca si sbagliavano. Ma nessuno lo farà. Del resto lo stesso Renzi parla il linguaggio dell’imbroglio e della finzione, promette una cosa e ne fa un’altra. Eppure tanti sostenitori del renzismo cercano di far passare l’idea che sarà colpa di Forza Italia se le riforme non passeranno. Non è così. Noi siamo sempre stati all’opposizione, e lì restiamo, ma sulle grandi riforme e sulle proposte di legge che condivideremo potremo dare una mano. Certo mi auguro di non vedere più il ministro Boschi supplicare il nostro Romani per avere l’appoggio del partito. Ma mi auguro ancora di più che la malafede non abbia la meglio e che i cittadini possano tornare a guardare con rispetto e fiducia le istituzioni.
Colleghi, ora chiedetemi scusa
di Domenico Scilipoti